Ti capita mai di non riuscire a dormire perché continui a pensare a tutte le cose che devi fare? Il tuo cervello sembra non trovare pace fra i troppi “domattina devo ricordarmi di…” e i “mi sono dimenticato di dire a…”, mentre tu ti senti sopraffatto e stressatissimo.

Se questo stato d’animo ti è familiare, quello che ti ci vuole è un bel brain dump (dall’inglese to dump, cioè scaricare), che altro non è che una semplicissima tecnica per svuotare la mente, esattamente come se fosse un cestino da rovesciare.

Con questa specie di download dei tuoi pensieri, potrai avere una visione reale e non ingigantita dei tuoi impegni e libererai il tuo cervello sia dalla preoccupazione di dover ricordare tutto, sia dal senso di pressione generato dalle attività che non hai ancora portato a temine (questo fenomeno si chiama “effetto Zeigarnik” dal nome della psicologa che lo ha scoperto, te ne ho parlato in quest’articolo).

 

COME SI FA UN BRAIN DUMP

 

La paternità del brain dump va all’esperto di produttività David Allen, autore del famoso metodo Getting Things Done. Non uso il metodo per diverse ragioni, ma quest’esercizio sì, perché funziona veramente bene.

Ti propongo qui la mia rielaborazione dell’esercizio del brain dump, come lo faccio fare, quando occorre, ai miei clienti nelle consulenze di produttività personale (nelle consulenze ovviamente il processo viene personalizzato, ma la base è questa).

Tre piccoli suggerimenti prima di cominciare:

scrivi a mano, perché è la modalità che consente una migliore elaborazione di ciò che pensi (se sai l’inglese e se t’interessa approfondire il perché, leggi questo studio); niente app o fogli excel;

cerca di fare il brain dump in una volta sola. Se non dovessi riuscirci, la divisione per temi, di cui puoi leggere sotto, ti dà la possibilità di spezzarlo. Cerca comunque di non diluirlo troppo, altrimenti non avrai l’incredibile sensazione di leggerezza che regala;

prenditi del tempo per fare l’esercizio: la durata del brain dump dipende da quanto ti sei sovraccaricato il cervello. Se è la prima volta che lo fai, durerà almeno un’ora.

Ecco i passaggi per fare un efficace brain dump:

1. prendi una penna e dei fogli di carta A4. Ti suggerisco di usare dei fogli A4, perché scrivere su un quaderno non ti consentirebbe di avere la visione d’insieme a fine lavoro;

2. scrivi un titolo su ogni foglio; sarà il tema da “scaricare” dalla tua mente a quel foglio. Puoi procedere per ambiti, tipo “salute”, “casa”, “vita sociale”, ecc. Per quanto riguarda il lavoro puoi farlo anche per singolo progetto (ti suggerisco di dividere questo ambito, seguendo il criterio che preferisci, e di evitare il generico tema “lavoro” perché è troppo ampio e potrebbe bloccarti). Procedere per ambiti ti renderà molto più facile scandagliare ogni area;

3. comincia dall’area più “antipatica”, quella che di solito ti causa maggiore stress;

4. butta giù tutto quello che ti viene in mente per ogni ambito. Fallo così come ti viene, scarica, senza ordinarli, tutti i “dovrei, potrei, vorrei” che hai in testa, tutto. Per il tema “salute” ad esempio puoi scrivere “prenotare pulizia dei denti”, “fare esami del sangue”, ecc.. Cerca di usare il più possibile verbi traducibili in un’azione chiara, come “telefonare”, “inviare”, “scrivere”, ecc., così quando verrà il momento potrai eseguire subito il compito, senza ulteriori riflessioni;

5. quando hai finito esamina le tue liste (raccolgono tutto quello che ti ingombrava il cervello producendoti stress!) ed elimina subito quello che puoi eliminare perché non importante o superato per un qualunque motivo;

6. ordina le attività rimaste, numerandole in sequenza in base a quello che va fatto prima o dopo;

7. pianifica le attività in base a questa sequenza, trasferendole semplicemente sulla tua agenda o sul tuo calendario.

Alla fine ti sentirai leggerissimo, come se ti avessero tolto un enorme peso dalle spalle.

Ogni quanto ripetere il brain dump? Una volta fatto il primo, è tutto in discesa. Puoi fare dei mini brain dump ogni venerdì, alla fine della settimana lavorativa, oppure dei micro brain dump alla fine della giornata. L’importante è non ingolfare nuovamente il cervello.

Buon lavoro!

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