Ho citato spesso Tim Ferriss in questo blog, perché è uno dei pochi autori che seguo sempre e il suo approccio alla crescita personale mi piace molto: studia e prova su di sé tutte le tecniche e i metodi possibili per verificare se funzionano e, soprattutto, che cosa funziona meglio. In quello che scrive ho trovato spesso degli stimoli utilissimi.

Quando qualche anno fa è uscito il suo secondo bestseller 4 ore alla settimana per il tuo corpo: Guida atipica per un corpo in forma, un sesso felice, una vita migliore, l’ho subito preso e, in mezzo al racconto delle sue ardite (tanto ardite) sperimentazioni finalizzate a una perfetta forma fisica, ho trovato un principio particolarmente utile, che si è rivelato anche essere una potentissima tecnica anti-perfezionismo.

Il principio spiegato da Ferriss, proprio al’inizio del libro, è quello della Dose Minima Efficace (DME), vale a dire la dose minima necessaria a produrre un effetto desiderato. Il resto, tutto quello che supera questa dose, è inutile e rappresenta uno spreco, se non addirittura un danno (il fatto che un dosaggio superiore al necessario possa arrivare a nuocere diventa evidente se si pensa all’ambito farmaceutico).   

Per chiarire meglio il concetto, ti riporto qui un paio di esempi tratti dal libro: “La DME per far bollire l’acqua è, con una normale pressione atmosferica, 100°. Se l’acqua bolle, bolle, e una temperatura più alta non la renderà più bollente, ma servirà solo a consumare più risorse che potrebbero essere impiegate per qualcosa di più produttivo. Se per innescare una risposta melaninica ci vogliono 15 minuti di sole, 15 minuti sono la DME per abbronzarsi. Andare oltre i 15 minuti è superfluo”.

 

PERCHÉ LA DME PUÒ ESSERTI MOLTO UTILE

 

Uscendo dagli esempi che Ferriss fa in tema fitness e allargando il concetto di Dose Minima Efficace ad altri ambiti, il principio si rivela di grandissima utilità per migliorare la gestione del nostro tempo.

In che modo? Chiediti semplicemente qual è la DME per le attività che svolgi nell’arco della tua giornata.

Pensa alle riunioni o alle telefonate: spesso tendono a durare troppo, mangiandosi decine di minuti, se non addirittura ore, oltre il previsto. Devi preparare una presentazione? Domandati qual è la DME per convincere le persone alla quale devi farla e se è proprio necessario produrre cento slide (a questo proposito, mi ricordo che quando ancora lavoravo in azienda e qualcuno veniva a farmi una presentazione, la prima cosa che cercavo di vedere era il numero totale delle pagine di cui era composta, per capire se mi sarebbe costata troppo tempo).

Di più non vuole necessariamente dire meglio e il tempo è una risorsa preziosissima sia per te sia per i tuoi interlocutori: il concetto di DME ti aiuta a stabilire i “dosaggi” giusti in modo da non esaurire inutilmente tempo ed energie.

Come fare? Valuta di quanto puoi ridurre le seguenti “voci di spesa” in termini di tempo, arrivando comunque a ottenere lo stesso risultato:

● il numero di volte che guardi le email ogni giorno (magari ti basta farlo tre volte al giorno)

● la quantità di esercizio fisico che ti occorre per sentirti in forma

● le ore di sonno che ti occorrono per stare bene

● il numero di fonti che consulti per essere informato

● la durata e il numero delle riunioni a cui partecipi

● la lunghezza delle presentazioni che prepari

● la durata e il numero delle tue telefonate e di cene/pranzi di lavoro

● il numero dei tuoi account social

Questi sono solo alcuni esempi, ma il concetto può essere applicato praticamente a tutto, oggetti inclusi. Se parti per un viaggio di quanto puoi ridurre il bagaglio, in base al tempo che starai via?

Inoltre, la DMN può esserti particolarmente utile come strategia per arginare il perfezionismo, uno dei più grandi nemici di una buona gestione del tempo, perché aiuta a limitare il numero dei controlli e delle revisioni. 

Non ti resta che esaminare la tua giornata. Quali tempi potresti tagliare?

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