Eravamo in Provenza, davanti all’albergo più bello che avessi mai visto, isolato nella natura. Ricordo che faceva un freddo cane, era una sera di dicembre, il giorno del compleanno di mio padre.

Era andato a chiedere alla reception se c’era posto, perché gli sarebbe piaciuto festeggiare lì i suoi quarant’anni. Rientrò in macchina e disse: “C’è posto, ma è troppo caro”.

Seguì un silenzio sepolcrale. Non so quanto durò, ricordo solo che mi sembrò molto lungo. Noi tre bambini ci stavamo già chiedendo un po’ inquieti dove saremmo finiti a dormire, visto che era già buio. Poi mio padre se ne uscì con l’esito del suo monologo interiore: “Ma insomma, quarant’anni si compiono una volta sola! Andiamo.”

Andammo. E fu un’esperienza meravigliosa.

Mangiai cibi cucinati come non credevo fosse possibile cucinare (ogni portata ci tolse la parola) e dormii in una stanza così bella da farmi sentire una regina. Non ero mai stata in un posto così.

Mai soldi furono spesi meglio, perché nessuno di noi dimenticò mai quella notte, che rese i quarant’anni di mio padre un indelebile, splendido ricordo per ​ben cinque persone.

Se mio padre avesse speso quegli stessi soldi per regalarsi un televisore di ultima generazione, la storia sarebbe stata tutta diversa e ​certamente ​dei suoi quarant’anni non si ricorderebbe più nessuno.

 

PERCHÉ SCEGLIERE LE ESPERIENZE

 

Ho raccontato una storia personale perché l’articolo parla proprio di questo: se possibile, compriamo esperienze e non cose.

È ormai provato che le emozioni positive che vengono dalle esperienze, soprattutto se condivise, sono più significative e soprattutto più durature di quelle che otteniamo dai beni materiali. Questa in poche parole è la tesi del professor Thomas Gilovich della Cornell University che ha condotto ricerche molto approfondite sul tema.

All’oggetto ci si abitua subito (l’euforia per il nuovo acquisto passa molto velocemente), mentre l’esperienza diventa parte di noi e della nostra identità. E questa è la ragione per cui ricordiamo per tutta la vita un bel viaggio. 

Ti sembra ovvio? Non lo è tanto. Sai esattamente come spendi i soldi che spendi per gratificarti? Compri più esperienze o più cose?

 

COME SCOPRIRE LE TUE ABITUDINI

 

Nel suo libro Il vantaggio della felicità il ricercatore Shawn Achor propone un interessante esercizio che ti suggerisco di fare:

tieni traccia per un mese di ciò che spendi per gratificarti su due colonne diverse: in una metti gli acquisti di cose (colonna del “possesso”), nell’altra inserisci le spese per esperienze, cioè i concerti, le cene con gli amici, ecc. (colonna del “fare”);

● alla fine dei 30 giorni rileggi ciascuna colonna e, voce per voce, pensa alla felicità che ogni spesa ti ha portato;

● poi, voce per voce, scrivi quanto è durata la felicità che hai ottenuto con quella spesa;

● tira le somme e muoviti in conseguenza!

Quando ho fatto quest’esercizio mi sono accorta che, pur sapendo che l’esperienza porta più felicità, le mie spese non si muovevano coerentemente. È stata una sorpresa.

Che tu abbia pochi o molti soldi da spendere per gratificarti (anzi, a maggior ragione se ne hai pochi), spendili per ciò che ti porta il beneficio più significativo e più duraturo.

E, se lo condividi, durerà anche di più.

 

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