Considera una qualsiasi decisione presa quotidianamente: vai in vacanza nei posti dove andavi da piccolo, oppure scegli luoghi che non hai mai visto? Ti piace la cucina tradizionale o cerchi nuovi sapori?

In generale, le tue decisioni sono basate su quello che provi nell’immediato o più condizionate dalle esperienze passate? Oppure decidi sempre valutando attentamente le possibili conseguenze future? 

Lo psicologo Philip Zimbardo, che ha insegnato nelle maggiori università americane, ha scritto un libro di psicologia del tempo, The Time Paradox: The New Psychology of Time That Will Change Your Life (basato su ricerche trentennali e purtroppo non tradotto), che dice cose molto interessanti su quanto il fatto di essere persone più orientate al presente, al passato o al futuro condizioni le nostre azioni, senza che nemmeno ce ne rendiamo conto.

 

PASSATO, PRESENTE O FUTURO?

 

Più precisamente Zimbardo ha individuato sei prospettive temporali: ci sono due modi di essere orientati al passato, due modi di esserlo al presente e due al futuro.

Ecco quali sono, e soprattutto quali sono le caratteristiche principali di ognuno:

● PASSATO NEGATIVO: è l’orientamento delle persone che recriminano sempre e rimuginano su brutti ricordi, rimpianti, fallimenti, relazioni finite, opportunità mancate. Sono certe che le cose non possano andare bene perché secondo loro non sono mai andate bene. Hanno una visione pessimistica della vita e sono convinte che sia l’unica davvero realistica. 

● PASSATO POSITIVO: è la prospettiva temporale delle persone che amano riti e tradizioni, a cui piace celebrare le feste comandate, che guardano con nostalgia ai “bei vecchi tempi”, che adorano sfogliare album di fotografie e accumulare souvenir. Sono poco propense a “lasciar la strada vecchia per la nuova” e spesso hanno gli stessi amici da sempre. Si prendono pochi rischi, tendono a voler conservare lo status quo e hanno un forte senso di continuità. 

● PRESENTE FATALISTICO: questo è l’orientamento di chi dice cose tipo “non serve fare nulla perché tanto se deve succedere succede”, di chi crede che non valga la pena di pianificare, perché tanto le cose vanno come devono andare e il controllo delle nostre vite è fuori di noi. È prevalente il senso d’impotenza.

● PRESENTE EDONISTICO: è la prospettiva delle persone che si godono il presente senza pensare alle conseguenze, perché tanto “del doman non v’è certezza”. Spendono tanto per la gratificazione immediata, sono focalizzate sulla sensazione del momento, ricercano attivamente il piacere, si annoiano facilmente, sono sempre a caccia di novità e di stimoli. Amano la spontaneità e l’intensità, improvvisare piuttosto che pianificare. Vivono nel corpo. Mangiano ciò che amano, anche se non è sano. Auto-indulgenti e ritardatarie, evitano gli sforzi eccessivi e l’impegno. Si prendono spesso troppi rischi perché non valutano le conseguenze. Hanno energia e curiosità. 

● FUTURO: Le persone orientate al futuro sono quelle professionalmente più di successo, si fissano obiettivi che poi raggiungono, mangiano sano, fanno regolarmente esercizio fisico, rispettano le scadenze, fanno piani d’investimento, to-do list, pianificano esami preventivi e check up. Si godono decisamente poco il presente, tendono a sacrificare sonno e divertimento e a mettere in secondo piano famiglia e amici. Fanno poche vacanze, non staccano mai. Sono capaci di posporre la gratificazione immediata per raggiungere un obiettivo a lungo termine. Riescono a evitare distrazioni e tentazioni, che vivono come una perdita di tempo.

● FUTURO TRASCENDENTALE: per chi ha quest’orientamento temporale quello che conta veramente è la vita dopo la morte. Sono individui scarsamente interessati alla fama, al denaro, al piacere in questa vita e particolarmente resistenti al cambiamento, perché ciò che li motiva ha una dimensione eterna. 

Sei interessato a scoprire la tua posizione rispetto a questi sei orientamenti? Sul sito The Time Paradox trovi il test (in inglese), elaborato da Zimbardo, per saperlo con esattezza.

 

LA FORMULA DEL TEMPO IDEALE

 

Ma qual è la prospettiva temporale che garantisce una vita di soddisfazione?

Non è una, ma un mix, perché anche quelle più positive se troppo dominanti rischiano di annullare i loro benefici.

Ecco la “formula” suggerita da Zimbardo:   

● PASSATO POSITIVO ALTO: perché ci dà delle radici, fondamentali per la nostra identità e il nostro senso di sicurezza. Possiamo potenziare quest’orientamento focalizzandoci sui ricordi che ci danno gioia, vedendo vecchi film a lieto fine, leggendo biografie e romanzi storici, riguardando album di fotografie…

● PRESENTE EDONISTICO MODERATAMENTE ALTO: perché ci consente di goderci il “qui e ora” e ci dà l’energia per esplorare noi stessi, altre persone, altri luoghi. Possiamo potenziare quest’orientamento praticando la mindfulness, godendo della natura, provando una cosa che non abbiamo mai fatto, assaggiando un nuovo cibo, imparando a improvvisare…

● FUTURO MODERATAMENTE ALTO: perché ci dà le ali e ci apre prospettive. Possiamo potenziare quest’orientamento, in modo da estendere gradualmente le nostre prospettive, fissandoci anzitutto degli obiettivi ragionevoli per la giornata, poi per il giorno dopo, ecc., tenendo traccia dei nostri progressi, premiandoci quando raggiungiamo un traguardo, leggendo fantascienza…

Naturalmente, è opportuno che siano bassi il passato negativo e il presente fatalistico.

Una prospettiva così bilanciata ci consente di imparare dal passato, di vivere meglio il presente e di pianificare adeguatamente il futuro.

 


Una doverosa aggiunta: non si può parlare di Philip Zimbardo senza citare l’esperimento psicologico che condusse quando era professore a Stanford e che lo ha reso famoso: nell’estate del 1971 assegnò a 24 studenti volontari i ruoli di guardie e prigionieri in un carcere simulato e riprodotto nei sotterranei dell’università. I risultati andarono oltre ogni previsione e furono così drammatici da far sospendere la ricerca.

L’esperimento carcerario di Stanford ha fatto molto discutere e ha ispirato diversi film (l’ultimo, The Stanford Prison Experiment, è del 2015 e, confesso, mi ha letteralmente incollata alla sedia).

 

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