Vorresti essere una persona organizzata, ma non sai da che parte cominciare? Ti sei proposto di diventarlo, ma poi hai letto qualche articolo su come organizzare la tua vita, il tuo lavoro, il tuo armadio, qualunque altra cosa, e ti sei sentito sopraffatto perché ti è sembrato tutto troppo complicato?

Quest’impressione negativa ha una ragione d’essere, se i metodi che ti dovrebbero organizzare giornata-lavoro-casa non ti semplificano la vita in modo sostanziale. C’è qualcosa che non va in un sistema che porta ulteriore complicazione ed è difficile da applicare nel quotidiano.

L’organizzazione in realtà è solo un mezzo, al servizio di una migliore qualità di vita. Deve certamente renderci più efficienti, ma per avere più spazio da dedicare a quello che desideriamo, ai nostri affetti, ai nostri interessi, alla nostra crescita personale. 

Essere organizzati libera risorse di tempo e di energia.

Quindi da dove cominciare? Da un principio molto semplice e facilmente applicabile: fissarti dei limiti.

 

QUALI LIMITI? UN ESEMPIO PERSONALE 

 

Ognuno di noi ha qualche ambito no limits, in cui tende a esagerare. Per spiegarti meglio che cosa intendo, partirò da un esempio personale: io leggo molto, ma tendo a comprare una quantità di libri comunque eccessiva.

I libri sono sempre sfuggiti ai miei frequenti decluttering (come se fossero una “regione autonoma a statuto speciale”), perché per me non sono mai stati dei semplici oggetti, ma contenuti.

Forte di questa convinzione, negli anni ho: 1) aggiunto librerie, per quanto possibile date le dimensioni della casa, 2) messo i libri in doppia fila praticamente su tutti gli scaffali, non riuscendo più a ricordare nel giro di pochissimo tempo che cosa avevo messo dietro, 3) aggiunto scaffali di libri in cucina, in bagno, ovunque. E tutto questo senza parlare della spesa.

Arrivata a questo punto, ho realizzato che la situazione era fuori controllo e mi sono posta dei limiti, in questo caso sia di spazio che di budget. Ho deciso che avrei conservato solo la quantità di libri che potevo tenere senza ricorrere alla doppia fila e mi sono fissata un limite di spesa mensile (riesco a gestirlo agevolmente, perché ho ricominciato a prendere i libri in biblioteca e, quando acquisto, opto quasi sempre per la versione digitale, cosa che nel tempo consente un risparmio considerevole).

 

LIMITI MASSIMI E LIMITI MINIMI

 

L’esperto di produttività Ari Meisel, nel suo Less Doing, More Living: Make Everything in Life Easier (purtroppo non ancora tradotto), dedica un intero capitolo all’importanza di fissarsi dei limiti, che siano di tempo, di spazio o di budget. Qualche esempio? Ecco:

●  non guardare le email dopo le 21 la sera e prima delle 9 la mattina

●  non passare sui social più di 20 minuti al giorno

●  non lavorare la sera oltre le 19

●  non spendere più di 100 euro al mese in …

●  non avere più scarpe di quelle che stanno nella tua scarpiera.

Questi erano esempi di limiti massimi (“non più di…”), ma molto importanti sono anche i limiti minimi (“almeno…”), meno ovvi da individuare e da fissare.  

Infatti, come scrive Meisel, è più facile dire “Non guarderò la tv oltre le 11 di sera” (limite massimo) che “Leggerò almeno 10 pagine del mio libro ogni sera” (limite minimo), ma fissarti dei limiti minimi può davvero aiutarti a organizzare la giornata in modo da migliorare la tua vita.

Eccoti qualche esempio di limite minimo:

●  mi sveglierò almeno 30 minuti prima ogni mattina per dedicarmi al mio progetto

●  leggerò almeno un libro al mese

●  dedicherò almeno 30 minuti al giorno alla ricerca di un nuovo lavoro

●  studierò l’inglese per almeno 30 minuti al giorno

●  farò almeno 20 minuti di camminata al giorno

Puoi fissare dei limiti praticamente in qualunque ambito della tua vita a tuo beneficioLa cosa veramente essenziale però è farlo a sostegno delle cose che per te sono importanti e per le quali magari fino ad oggi non hai trovato abbastanza tempo e spazio.

 

 

 

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