Ogni volta che vedo un elenco dei migliori libri di crescita personale, mi ritrovo a chiedermi se sono d’accordo, se penso che i testi selezionati siano effettivamente i migliori.

Molti titoli si ripetono immancabilmente in tutte le liste, un po’ perché sono diventati dei classici, invecchiati più o meno bene, un po’ perché probabilmente scatta in chi scrive un pensiero del tipo “ma come faccio a non metterlo?”(molto simile a “ma come faccio a non invitare Tizio al matrimonio?”).

Certamente in questo ambito capita spesso di trovare dei libri che contengono un solo, vero spunto, ma così valido da rendere il testo meritevole di lettura. Di libro in libro, si scoprono strumenti, che spesso si rivelano fondamentali per agevolare il cambiamento, perché magari sono di facile applicazione.

Oggi ti parlo proprio di uno di questi spunti, utilissimo per risolvere rapidamente una difficoltà che abbiamo incontrato tutti: come distinguere gli obiettivi realmente rilevanti per noi, ai quali dare priorità, tempo ed energie.

Nel corso delle sessioni di coaching, capita spesso che mi si parli della paralisi decisionale che prende facilmente dopo aver scritto un lungo elenco di meravigliosi obiettivi. Di fatto, il problema è che ogni obiettivo si contende con gli altri il nostro tempo, le nostre energie e le nostre risorse, che sappiamo non essere illimitati.

Che cosa ha la precedenza? Che cosa è più importante?

Se, riprendendo in mano la lista dei tuoi obiettivi di inizio anno, ti rendi conto che, nonostante fossero formulati correttamente, non ti ci sei avvicinato neanche un po’, perché già solo il vedere l’elenco ti faceva sentire sopraffatto e ti sembrava tutto ugualmente importante (col risultato che, non sapendo da dove cominciare, non hai cominciato niente), può esserti utile un esercizio, ancora validissimo e attuale, inventato diversi anni fa da Kevin W. McCarthy, autore del libro The On-Purpose Person: l’esercizio del torneo.

 

IL TORNEO DEGLI OBIETTIVI: AND THE WINNER IS…

 

Ecco come fare l’esercizio del torneo e riuscire a capire qual è l’obiettivo giusto su cui concentrarti e investire tempo ed energie, cioè il tuo obiettivo prioritario da qui alla fine dell’anno, per ogni ambito della tua vita (lavoro, relazioni, salute, finanze, tempo libero, ecc.):

● prendi un foglio di carta, mettilo in orizzontale e sulla sinistra scrivi i tuoi obiettivi per quell’ambito (fai in modo che siano in numero pari). Può esserti d’aiuto scrivere sotto a ogni obiettivo quali benefici ti porterebbe;

● supponendo che ad esempio siano otto, numerali dall’1 all’8;

● fai partire il “torneo” mettendo a confronto gli obiettivi a coppie, il primo con il secondo, il terzo con il quarto, e così via (questo non è un torneo di tennis, quindi ipotizziamo che non ci siano teste di serie e che partano tutti alla pari). Per ogni coppia chiediti “di quale dei due m’importa di più adesso?”;

fai avanzare il vincitore di ogni coppia al girone successivo (quindi in questo primo passaggio andranno avanti solo quattro obiettivi);

metti a confronto a coppie anche i quattro obiettivi rimasti, facendoti la stessa domanda e mandando in finale solo i due obiettivi vincenti di questo secondo passaggio, che, messi a loro volta a confronto, ti consentiranno di arrivare a individuare l’obiettivo più importante per quell’ambito, uno solo per ogni ambito;

ripeti il processo confrontando a coppie anche gli obiettivi vincitori nei vari ambiti, fino ad arrivare a individuare l’obiettivo primario, quello dal quale cominciare e di cui fare la tua assoluta priorità (per passare poi al piano d’azione ti suggerisco di leggere quest’articolo).

Ricordati che stiamo parlando di priorità. Gli altri obiettivi non sono da eliminare, hanno semplicemente meno importanza per te, quindi passano in coda. 

Il sistema di McCarthy funziona, perché è molto più facile per noi scegliere fra due opzioni piuttosto che fra tante. È di fatto una variante efficace dello spezzare un grosso compito in piccole parti, in modo da renderlo affrontabile.

Ha senso parlare di obiettivi, visto che siamo già a metà anno? Sì, perché siamo solo a metà anno! 

 

 

 

 

 

 

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