I film e le serie tv in costume sono un genere a parte, c’è chi li ama e chi li detesta. Io faccio parte della schiera di quelli che li amano senza riserve, soprattutto se sono ambientati nell’Ottocento.

Raccontano storie senza tempo e sentimenti a volte repressi, ma mai temuti. Danno un godimento sottile, che lascia tracce, anche se è difficile da definire.

Nelle nostre vite piene d’impegni gli spazi d’evasione sono importanti, vanno creati e preservati per stare bene. Questo genere di film può rappresentare uno spazio d’evasione di qualità: la bellezza di certi dialoghi e le ricostruzioni accuratissime di ambientazioni e costumi ne fanno spesso prodotti che vanno molto oltre il puro entertainment. Sono viaggi nel tempo che ci consentono di vivere, anche se soltanto per un paio d’ore, in altri luoghi e in altre epoche di cui sentiamo il fascino. 

Ho parlato nell’ultima newsletter di questi film e mi è stato chiesto di consigliarne qualcuno, cosa che colgo l’occasione di fare molto volentieri in un articolo dedicato, perché li ritengo una risorsa preziosa.

 

10 CAPOLAVORI DA VEDERE E RIVEDERE

 

● L’età dell’innocenza. Tratto dall’omonimo romanzo di Edith Wharton e diretto da Martin Scorsese, è la storia di un amore impossibile, mai consumato e per questo anche più dirompente, nella New York del 1870. C’è solo un bacio, che cambia per sempre il corso della vita interiore dei protagonisti. Il personaggio femminile dell’indipendente contessa Ellen Olenska, interpretata nel film da Michelle Pfeiffer, è uno dei più belli di sempre.

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● Ragione e sentimento. Forse il miglior film fra i tanti tratti dai romanzi di Jane Austen, con Emma Thompson e Kate Winslet nei panni delle due sorelle protagoniste, che amano in modo diversissimo. L’ho visto un numero vergognoso di volte. Mi piace il cast, mi piacciono le ambientazioni, mi piace la sceneggiatura (firmata dalla stessa Thompson che per questo ha guadagnato un Oscar). E raramente si è visto rappresentare così bene il legame d’acciaio che può esserci fra due sorelle.

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● Gosford Park. Weekend con delitto in una villa di campagna inglese piena di ospiti. Straordinario film corale sulle relazioni fra nobiltà e servitù, diretto da Robert Altman e sceneggiato da Julian Fellowes, che per questo film ha vinto un Oscar (e che, anni dopo, ha scritto non a caso la sceneggiatura di Downton Abbey). Cast stellare, da Maggie Smith a Helen Mirren.

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● Lezioni di piano.  La prima volta che ho visto questo film, dominato dall’acqua e dalla musica, sono uscita dal cinema turbata. Diretto da Jane Campion, racconta la storia di Ada, una donna muta dall’età di sei anni, che, portando con sé la sua bambina e un pianoforte, si trasferisce dalla Scozia in Nuova Zelanda per fare un matrimonio combinato. Struggente, in modo quasi insostenibile, la scena in cui è costretta ad abbandonare sulla spiaggia lo strumento che le consente di esprimere le emozioni (anche grazie alla meravigliosa colonna sonora di Michael Nyman). A distanza di molti anni rimane un film conturbante e misterioso.  

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● Le regole del caos. Film meno noto, ma pieno di fascino. Racconta la storia di Sabine De Barra, paesaggista alla corte del Re Sole. I giardini di cui si narra sono quelli di Versailles e il bellissimo personaggio del giardiniere capo che la assume, André Le Nôtre, è realmente esistito. Con Kate Winslet, un’attrice sempre notevole.

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● L’ultimo dei Mohicani. Come ho scritto in un altro articolo, metterei questo film praticamente in qualunque elenco. Firmato dal grandissimo regista Michael Mann e interpretato da un Daniel Day-Lewis all’apice del suo fascino, è un film d’amore e d’avventura, ambientato nel 1757 sullo sfondo della guerra per il possesso delle colonie del Nord America. Appassionato e appassionante, senza una sola sbavatura.

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● L’ereditiera. È il più vecchio dei film in elenco, ma regge benissimo il tempo (purtroppo non ho trovato il trailer in italiano, ma esiste il DVD). Racconta la storia di una ragazza ricca, considerata scialba e insignificante da suo padre, che si innamora di un bellissimo uomo che potrebbe rivelarsi un cacciatore di dote. Divisa fra l’amore per costui e la fredda influenza del padre, rivelerà una personalità sorprendente. Con Olivia De Havilland (la Melania di Via col vento) e Montgomery Clift. Dal romanzo Washington Square di Henry James.

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● Jane Eyre. La storia di Jane Eyre, ragazza orfana assunta come istitutrice in un castello dai molti segreti, ha avuto giustamente un’immensa fortuna al cinema e in televisione. Delle tante versioni che sono state tratte dall’omonimo capolavoro di Charlotte Bronte, la mia preferita rimane quella del 1996, diretta da Franco Zeffirelli con Charlotte Gainsbourg e William Hurt nella parte dei protagonisti. Sono credibili ed emozionanti.

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● Royal Affair. Ho amato moltissimo questo film, basato sulla storia vera della regina Caroline Mathilda di Hannover, che regnò in Danimarca nella seconda metà del Settecento. Sposata a un re affetto da una grave malattia mentale, amò il medico di corte, di cui condivideva gli ideali. È interpretata da Alicia Vikander, la mia attrice preferita della sua generazione.

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● Le relazioni pericolose. Chi l’ha visto non potrà mai dimenticare il seduttore Valmont interpretato da John Malkovich (e chi non l’ha visto si è perso qualcosa). Sono tutti bravissimi, da Glenn Close a Michelle Pfeiffer, ma è Malkovich a fare la differenza. Grazie a lui questa versione del romanzo di Choderlos de Laclos, firmata da Stephen Frears, ha oscurato quella uscita poco dopo, a opera del regista Miloš Forman, nonostante quest’ultimo fosse reduce dal successo di Amadeus e il suo Valmont fosse comunque un buon film. 

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Buona visione!

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