Il coraggio è uno dei temi importanti della nostra vita.

Sappiamo tutti che avere coraggio non significa non avere paura (e chi non ne ha?), ma saperla affrontare. Quello di cui raramente ci rendiamo conto, però, è che la parola “coraggio” ha la stessa radice della parola “cuore” (cor, in latino).

Abbiamo un’idea “muscolare” del coraggio. Lo intendiamo come forza d’animo, che si accompagna a qualità come l’intraprendenza, la resilienza e la determinazione.

Indiscutibile, ma incompleto. Il coraggio non è solo questo.

 

IL CORAGGIO DELLA VULNERABILITÀ

 

Cosa manca? Il coraggio di essere autentici, di esprimere ciò che abbiamo nel cuore, le nostre emozioni più profonde e più vere.

Essere autentici vuole dire mostrare la nostra vulnerabilità e come siamo realmente. Ci vuole coraggio, perché significa affrontare la paura del rifiuto, chiedere aiuto quando ne abbiamo bisogno, riuscire a dire ad alta voce “non ho capito” davanti a tanta gente.

Siamo tutti vulnerabili, perché siamo umani. Siamo esseri sensibili, capaci di emozioni e sentimenti. E la sensibilità è una ricchezza.

Ci vuole coraggio a mostrarsi vulnerabili, a non fare quelli sempre vincenti, sempre “solari”, sempre perfetti, perché in realtà ci vergogniamo di non essere sempre vincenti-solari-perfetti. Abbiamo paura di non essere abbastanza e spendiamo una quantità insensata di energia per apparire quello che non siamo o che comunque non siamo sempre.

 

LA SCELTA DI ESSERE AUTENTICI

 

L’autenticità è la scelta consapevole di come si vuole vivere, è un allenamento costante a essere veri.

La ricercatrice e narratrice americana Brené Brown, grande studiosa del tema (e, devo dirlo, mio mito personale), nel suo libro I doni dell’imperfezione definisce l’autenticità come la pratica quotidiana di lasciarsi alle spalle chi pensiamo di dover essere e di abbracciare chi siamo. Questo vuol dire scegliere di essere vulnerabili, coltivare il coraggio di essere imperfetti, stabilire confini. Ci sono giorni in cui ci verrà meglio, altri meno. Non importa.

Non è facile, perché significa uscire dalla propria comfort zone, significa correre davvero il rischio di non essere apprezzati. Ma non possiamo sacrificare quello che siamo per essere accettati per quello che non siamo.

Il primo TED Talk di Brené Brown sulla vulnerabilità è arrivato a trenta milioni di visualizzazioni ed è uno dei più visti di sempre. Il secondo, sulla vergogna, ne ha totalizzati quasi otto (sono entrambi sottotitolabili in italiano). Non è un caso.

Se sei interessato al tema, ti consiglio di leggere Open, la mia storia, la bellissima autobiografia del campione di tennis Agassi, che racconta del suo lungo cammino personale per arrivare all’autenticità.

Anche questa, non a caso, un bestseller.

 

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