In principio fu Bambi.
Niente a che vedere con la paura del bosco di Biancaneve, subito svanita all’arrivo di uccellini, cerbiatti e nani. O con il dispiacere di Cenerentola per la perfidia di matrigna e sorellastre, risolta brillantemente da una fata madrina e da un piede piccolo. 

No, il dolore di Bambi per la morte della mamma era un dolore assoluto, per sempre (senza contare che il cervo padre sembrava pure un po’ anaffettivo). 

Per me Bambi ha segnato indelebilmente il nascente, delicato rapporto fra lacrime e cinema.

Poi, crescendo, le cose sono un po’ cambiate. Piangere vedendo un film è diventato uno sfogo segreto, una sorta di guilty pleasure

Me ne andavo al cinema da sola, se presupponevo che ​ci fosse da piangere, perché farmi vedere in lacrime mi sembrava un’esibizione di vulnerabilità dalle conseguenze rovinose. 

Il mio rapporto con le lacrime doveva fare ancora tanta strada. E io con lui. 

Incontro tante persone che faticano a piangere e che così facendo si privano dei benefici dell’antistress più naturale che esista. 

Le lacrime sono liberatorie, sono una sorta di decluttering dell’anima, scaricano il “troppo” delle nostre emozioni, ci proteggono dall’esserne sopraffatti (pare che abbiano persino il potere di far fuori una quantità consistente di batteri).

Però a volte non vengono, ​non si riesce a piangere, ​siamo come inceppati.

Come fare allora? Basta un film.

 

10 FILM AD ALTO TASSO DI COMMOZIONE PER FARSI UN BEL PIANTO

 

I film strappalacrime sono stati inventati apposta per sbloccare la situazione e farci scoppiare in un meraviglioso pianto liberatorio, complici i molti violini. Quindi, hanno una funzione altamente meritoria.​

Eccoti un elenco di 10 capolavori del genere, ad alto tasso di commozione e di sicuro effetto:

 

1. Le pagine della nostra vita. Io a questo film non resisto proprio. Conosco tutte le critiche bla bla, ma non me ne curo. Mi devasta di commozione tutte le volte che lo vedo. 

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2. Titanic. Sono passati tanti anni, ma rimane Il Film in questo ambito. E nessuno, dicasi nessuno, sa rendere sullo schermo un uomo innamorato quanto Leonardo DiCaprio.

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3. Romeo+Giulietta. La storia d’amore più commovente di tutti i tempi, nella versione cinematografica del regista Baz Luhrmann. DiCaprio è un Romeo indescrivibile, sfonda ogni resistenza. Definitivo.

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4. Philadelphia. La scena finale di questo film è responsabile di uno dei pianti più clamorosi che io mi sia fatta al cinema. Grandissimo Tom Hanks, uno dei miei attori preferiti di sempre.

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5. I ponti di Madison County. Clint Eastwood e Meryl Streep. Ho un rapporto controverso con questo film, ma… lo riguardo sempre, perché tratta il rimpianto come nessun’altro (tema meno banale di quel che si pensi).

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6. Hachiko. La fedeltà assoluta di un cane per il suo padrone, che nel film è interpretato da Richard Gere. Lacrima garantita, il cane è meraviglioso (e la storia è vera). 

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7. Il principe delle maree. Diretto e interpretato da Barbra Streisand, questo è un film che non si fa mancare nulla, emotivamente parlando: amore, traumi, conflitti, rimozioni, rinascite… ma anche il bellissimo, confortante pensiero che un fratello è la tua memoria.

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8. Colpa delle stelle. Una storia d’amore e malattia raccontata benissimo, giustamente un grande successo. L’interpretazione senza sbavature della giovane Shailene Woodley vale il film.

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9. Com’eravamo. Robert Redford all’apice della bellezza e Barbra Streisand all’apice della bravura, innamoratissimi ma incompatibili. Poi lei canta The way we were e finiamo tutti al tappeto.

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10. Forrest Gump. Forrest Gump è Forrest Gump. Lo metterei in qualunque classifica, mi commuove ogni volta. Tom Hanks a parte, c’è una convincentissima Robin Wright, molto prima della sua seconda giovinezza professionale come Claire Underwood nella serie tv House of cards.

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Bonus d’animazione: Dumbo. Ma chi può resistere alla scena in cui la mamma lo culla nella proboscide? Certamente non io.

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Tutto questo discorso è per sole donne? Assolutamente no, anche per uomini.

Magari i film non sono proprio gli stessi: mio fratello si commuove ancora alla cinquantesima visione di Un mercoledì da leoni.

Non capisco ma capisco.

 

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