William Bligh, a soli 22 anni, era stato nominato ufficiale di rotta dal leggendario esploratore James Cook. Ne aveva 34 quando, nell’aprile del 1789, sulla via del ritorno da Tahiti perse il comando del suo vascello, il Bounty, a opera del suo secondo ufficiale Fletcher Christian, in quello che è senza dubbio il più famoso ammutinamento della storia.

Quello che è successo dopo è meno noto e più interessante dell’ammutinamento stesso, anche per il tema di quest’articolo. Si sa nei dettagli che cosa fecero in seguito i protagonisti di questa storia, perché, se le motivazioni dell’ammutinamento sono ancora oscure, i fatti in compenso sono chiarissimi e documentatissimi (fra le altre cose esistono ben tre diari di bordo, fra cui quello dello stesso Bligh). 

Fletcher Christian trovò rifugio con gli altri ammutinati sull’isola di Pitcairn, fuori dalle rotte; al riparo dalla giustizia, forse, ma non dalle lotte intestine. Nel 1808 sull’isola fu trovato vivo solo il marinaio John Adams, con nove donne tahitiane e venticinque bambini, suoi e dei suoi compagni. Gli altri uomini si erano più o meno tutti fatti fuori l’un l’altro.

William Bligh e i diciotto marinai che rifiutarono di ammutinarsi e che andarono con lui furono lasciati alla deriva in mari pericolosissimi su una lancia (dunque una piccola imbarcazione scoperta), praticamente disarmati, con scarsissimi strumenti di navigazione, viveri per pochi giorni e un solo grosso barile d’acqua. 

Bligh non si perse d’animo e in queste condizioni realizzò un’impresa sbalorditiva: in 48 giorni di navigazione percorse 3.618 miglia nautiche (6.700 km!) e riuscì ad arrivare fino a Timor, traendo in salvo l’equipaggio. 

La sua incredibile competenza tecnica come marinaio era nota e riconosciuta, ma quello che è altrettanto stupefacente è ciò che fece per il morale dei suoi compagni, nella consapevolezza che quest’aspetto avrebbe avuto una rilevanza cruciale per le loro probabilità di sopravvivenza.

La sera li incoraggiava a cantare, fece loro costruire una bandiera con pezzi di stoffa raffazzonata per tenerli occupati, cercò con ogni mezzo di prolungare i tempi dei pasti perché le minuscole razioni non sembrassero tali, progettò una specie di bilancia con cui pesava tutto prima di ogni pasto, in modo che questo rito assorbisse l’attenzione dell’equipaggio distraendolo. E poi raccontò tante storie, tutte le storie che ricordava dei suoi viaggi precedenti. 

Ti ho parlato di questa vicenda, di cui ho letto tanto e che mi ha sempre affascinato (ne avevo anche già scritto in una newsletter un anno fa), perché la storia del molto controverso William Bligh, dipinto come odioso e basta nei tre film che il cinema ha dedicato all’ammutinamento, è anche la storia di una straordinaria capacità di resilienza.

Che cosa vuol dire essere psicologicamente resilienti? Significa essere in grado di andare avanti, di persistere e non mollare, nonostante le avversità. La resilienza è fondamentale non solo in situazioni così estreme, ma anche nella vita di tutti i giorni, per perseguire qualunque obiettivo senza arrendersi di fronte a difficoltà e frustrazioni.

Patrimonio di pochi? No, soprattutto perché chiunque può allenarla e potenziarla.

La psicologa americana Meg Jay, che ha raccolto nel libro Supernormal le straordinarie storie di resilienza dei suoi pazienti (persone normalissime, non campioni), in una bellissima video-intervista a TED ha fatto delle preziose considerazioni su come diventare più resilienti, frutto di 20 anni di pratica clinica, considerazioni che IDEAS.TED ha poi sintetizzato in 8 punti.

 

8 MODI EFFICACI PER DIVENTARE PIÙ RESILIENTI

Ecco la preziosa sintesi del lavoro della Jay che ti traduco liberamente, aggiungendo le mie personali considerazioni (trovi qui il testo originale in inglese, se t’interessa):

1. RICONOSCI VALIDITÀ ALLE TUE BATTAGLIE. Qualunque sia quello contro cui stai combattendo, riconoscigli valore. Non vergognarti di ciò che ti stressa, anche se ti sembra una stupidaggine rispetto alle “vere battaglie della vita”.

2. RENDITI CONSAPEVOLE DI QUANDO TI SEI GIÀ DIMOSTRATO RESILIENTE. Tutti abbiamo incontrato delle difficoltà nella vita. Chiediti quali sono le tre situazioni più dure che hai affrontato e come ne sei uscito. Spesso non siamo del tutto consapevoli della nostra resilienza.

3. NON ASPETTARE CHE LE COSE SI AGGIUSTINO DA SÉ. Le persone resilienti hanno un approccio attivo ai problemi. Chiediti sempre: “Che cosa posso fare per risolvere?”.

4. SII CONSAPEVOLE DEI TUOI PUNTI DI FORZA E USALI. Fai leva sulle tue capacità per fronteggiare le difficoltà. Non c’è un unico modo per risolvere le cose. Quali sono i tuoi punti di forza? (Se non sai rispondere, ti invito a fare questo test gratuito di 15 minuti, tradotto in 39 lingue, italiano incluso).

5. NON CERCARE DI FARE TUTTO DA SOLO. Una caratteristica delle persone resilienti è che cercano sostegno e accettano aiuto. Basta un amico, l’importante è avere qualcuno che possa sostenerci.

6. …MA SAPPI CHE NON È NECESSARIO PARLARNE CON CHIUNQUE. Il vero, reciproco sostegno viene da validi rapporti interpersonali: aumenta il numero e la qualità delle tue relazioni. L’amore è potente.

7. OGNI TANTO CONCEDI UNA PAUSA ALLA TUA MENTE. C’è chi legge, chi medita, chi va a correre, chi si immerge nei propri hobby. Non importa il modo in cui stacchi, purché ogni tanto… stacchi. Le pause sono importanti non solo per riposare, ma anche per prendere distanza dal problema.

8. SII INDULGENTE CON TE STESSO E PRENDI COSCIENZA DI COME LE AVVERSITÀ TI HANNO RESO PIÙ FORTE. Certamente i fattori in gioco sono tanti: quanto era grande il problema che abbiamo affrontato, quanto aiuto abbiamo avuto, quante volte ci è capitato, ma ogni volta che abbiamo superato una difficoltà siamo diventati più forti. A volte ci dimentichiamo di quest’aspetto.

Se t’interessa approfondire ulteriormente l’argomento, ti consiglio di leggere due libri dello psicologo Pietro Trabucchi, grande esperto nel campo delle discipline di resistenza: Resisto, dunque sono e Perseverare è umano. Due must.

Questo sito utilizza i cookie per assicurarti la migliore esperienza di navigazione possibile. Per dare il tuo consenso al loro utilizzo, clicca l'apposito bottone. Se vuoi approfondire, puoi visitare la pagina dedicata per capirne di più. Voglio approfondire

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi