Nel 2011 gli psicologi Shai Danziger, Jonathan Levav e Liora Avnaim-Pesso hanno pubblicato uno studio molto citato e dagli esiti decisamente non ovvi: l’équipe ha analizzato 1.112 decisioni prese nel corso di dieci mesi dai giudici che presiedevano a turno una commissione per la libertà condizionale in Israele (libertà richiesta da detenuti in carcere per appropriazione indebita, aggressione, furto, omicidio e stupro).

Ebbene, è risultato che ogni giudice la concedeva in base a uno schema preciso, indipendente dalla gravità del reato. I detenuti che comparivano all’inizio della giornata, dopo la pausa di metà mattina, o dopo la pausa pranzo, avevano il 65% di probabilità di ottenere la condizionale, mentre per quelli che comparivano a fine mattinata o più avanti nel pomeriggio la percentuale precipitava quasi fino allo zero.

Perché? Perché decidere affatica il cervello, come spiega molto bene lo psicologo Roy F. Baumeister nel suo libro La forza di volontà, che raccoglie gli esiti dei suoi approfonditissimi studi sul tema.

La nostra forza di volontà, necessaria per prendere decisioni, non è inesauribile. È come un muscolo, che si affatica con l’uso: “Avendo dormito bene e fatto una buona prima colazione, si può cominciare la giornata con una riserva di forza di volontà fresca e rinnovata, ma poi le incombenze quotidiane la erodono e la riducono”.

Questo affaticamento decisionale, la cosiddetta decision fatigue, dipende dalla quantità delle decisioni che prendiamo, non dalla loro importanza. Ogni scelta, anche la più piccola (come decidere se vuoi mangiare un’insalata o un panino), contribuisce a questa erosione.

Quindi, più decisioni prendiamo, più il nostro cervello si affatica e tenta di svicolare, o evitando di decidere o scegliendo la strada più facile. In sintesi, la qualità delle nostre decisioni decresce con la quantità di decisioni che ci troviamo a prendere nel corso di una giornata. Per questo alla sera è più facile cedere alla tentazione di mangiare cibo spazzatura davanti alla tv.

Non so a che ora tu stia leggendo quest’articolo, ma anche se è presto avrai già prese moltissime decisioni, a partire da quale vestito indossare e che cosa mangiare a colazione. Il problema è proprio questo: la maggior parte di queste scelte riguarda cose di scarsa rilevanza, sulle quali affatichiamo inutilmente il nostro cervello.

 

COME DIFENDERSI DALLA “DECISION FATIGUE” E PRENDERE BUONE DECISIONI

 

Come si fa a evitare la decision fatigue e a mantenere intatte le nostre risorse per le decisioni che contano davvero per noi?

Ecco qualche suggerimento:

● FAI CASO AI “SINTOMI”.

Sei più irritabile? Provi sensazioni più intense del solito? Di colpo, ti costa fatica anche la minima scelta? Renderti consapevole di questi “sintomi” ti consentirà di evitare di prendere decisioni rilevanti quando sei affaticato.

● PRENDI LE DECISIONI IMPORTANTI LA MATTINA.

Quando la tua forza di volontà è al massimo, prenderai decisioni migliori e lavorerai meglio. Scegliere il momento giusto per prendere le tue decisioni importanti è fondamentale. Cerca di tenerne conto nell’organizzazione della giornata, ad esempio non fissando riunioni chiave nel tardo pomeriggio.

● DECIDI LA SERA PRIMA LE COSE QUOTIDIANE NON IMPORTANTI.

Prepara la sera prima tutto quello che puoi: i vestiti per il giorno dopo, quanto necessario per la colazione, la borsa da portare in ufficio. Eviterai di disperdere la tua forza di volontà su questioni di minor conto all’inizio della giornata.

● CREA DELLE ROUTINE.

Le routine possono aiutarti moltissimo, perché quello che diventa un’abitudine viene fatto in automatico, senza dover ricorrere alla forza di volontà (per creare una routine del mattino efficace leggi quest’articolo). In sostanza, più routine hai, più forza di volontà conservi.

● RIDUCI E SEMPLIFICA LE SCELTE.

Alla necessità di limitare le scelte ho dedicato un intero articolo, perché è una delle principali cause della decision fatigue. Perché esaurire la tua preziosa energia per scegliere uno yogurt fra mille tipi? Fatti una lista di cose che sai che ti piacciono e vai al supermercato con quella, senza farti distrarre. Vale non solo per quello che mangi, ma anche per l’abbigliamento, i cosmetici, ecc. Non è lo shopping in sé a stancare, ma le decine di piccole decisioni che implica.

● FAI UNO SPUNTINO SANO.

Il cervello va nutrito. Quando ti accorgi dei sintomi della decision fatigue fai un pausa per mangiare qualcosa. Negli esperimenti in laboratorio per comodità è stato usato lo zucchero, ma lo stesso Baumeister ne sconsiglia l’utilizzo in una corretta alimentazione, suggerendo invece alimenti a basso indice glicemico, come la frutta secca. Se proprio devi prendere una decisione importante a fine pomeriggio, prima mangia qualcosa.

● CONSUMA UN PO’ DELLA TUA FORZA DI VOLONTÀ PER FARE ORDINE.

È stato dimostrato che ci si controlla di meno negli ambienti disordinati. Vivere in un ambiente ordinato aumenta la forza di volontà, quindi aiutati facendo un po’ d’ordine.

●  FATTI DELLE CHECKLIST.

Abbiamo tutti delle attività ricorrenti, che si ripetono regolarmente, anche se magari non su base quotidiana. Sprecare il nostro cervello per ricordarne ogni volta i passaggi ha poco senso. Preparati delle checklist, cioè delle semplicissime liste di controllo, con la sequenza delle azioni da compiere per portare a termine quell’attività. Non dovrai fare più affidamento né sulla forza di volontà, né sulla memoria, e ridurrai le possibilità di errore (su questo tema c’è un libro illuminante che si chiama, appunto, Checklist. Come fare andare meglio le cose, scritto da un medico, il dott. Atul Gawande).

Come spesso succede, poi la cosa più importante di tutte è banalissima: dormire a sufficienza.

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