Ti capita mai di sentirti come una pallina da ping pong che si muove di qua e di là a seconda di dove la mandano i colpi? Spesso ti sembra che siano le urgenze altrui a controllare la tua giornata?

Ci sentiamo così quando, più che ad agire, passiamo il nostro tempo a reagire, cercando affannosamente di rispondere a tutte le richieste che ci vengono poste dagli altri (tramite email, riunioni, telefonate, interruzioni). Il corso del nostro quotidiano viene continuamente deviato dai “colpi” esterni, come, appunto, se fossimo palline da ping pong.

Così, va a finire che perdiamo di vista le nostre priorità e che non riusciamo a fare quello che avevamo programmato di fare. In questo senso, le nostre giornate a volte sembrano una lunga e stressante sequenza di reazioni, più che un insieme di azioni scelte e volute da noi.

Come interrompere tutto questo, riprendere il controllo e smettere di reagire?

La risposta è semplicissima: fermati.

 

I 4 PASSAGGI DI UN PERFETTO STOP

 

Sapersi fermare è fondamentale per riuscire a passare da una modalità reattiva a una modalità consapevole e recuperare una sensazione di controllo. Timothy Gallwey, il grande precursore del coaching, non a caso ha scritto molto sull’importanza dell’imparare a fermarsi, definendo così i quattro passaggi per riuscirci:

1) STEP BACK (Fai un passo indietro)

2) THINK (Pensa)

3) ORGANIZE YOUR THOUGHTS (Organizza i tuoi pensieri)

4) PROCEED (Procedi)

Vediamoli in dettaglio:


1. STEP BACK (fai un passo indietro). Metti una certa distanza tra te e la situazione
, anche solo per pochi secondi. Se puoi, mettila anche in senso letterale, allontanandoti un attimo (o, se sei al telefono, mettendo in attesa il tuo interlocutore). Fai un passo indietro rispetto all’azione che stai compiendo, alle emozioni che provi, ai pensieri puramente reattivi che stai avendo.

Quando fai un passo indietro, di fatto smetti di reagire e recuperi equilibrio e prospettiva. A seconda dell’importanza della situazione l’allontanamento può essere brevissimo e tattico, o più lungo e strategico, ma anche una pausa breve è sufficiente per consentire al cervello di uscire dalla modalità puramente reattiva.  

Un esercizio utile può essere questo: durante una conversazione importante, che ti genera stress, allenati a fare una pausa di due o tre secondi prima di rispondere e nota le differenze che riscontri nei tuoi interlocutori.

2. THINK (pensa). L’aver fatto un passo indietro ti permette di pensare, e questo è quello che Gallwey chiama lo “spazio del pensiero”, lo spazio mentale in cui puoi rifugiarti per risolvere i problemi e per acquisire consapevolezza. Se ti aiuta, immagina di osservare la situazione dall’alto, da un prospettiva più ampia, e poniti delle domande precise. Ad esempio, potrebbe esserti utile chiederti:

  • Che cosa sta succedendo veramente? Che cosa mi sta stressando in questa situazione?
  • Che cosa voglio ottenere? Quali sono gli ostacoli?
  • Le mie azioni sono allineate alle mie priorità?
  • Che alternative ho?


3. ORGANIZE YOUR THOUGHTS (organizza i tuoi pensieri).
Ora che ti sei chiarito le idee, è necessario portare ordine nei pensieri che sono emersi, per poter agire nel modo migliore. Dopo aver risposto alle domande puntuali che ti sei fatto nello “spazio di pensiero”, chiediti come puoi trasformare le risposte che ti sei dato in azioni ragionate.

4. PROCEED (procedi). Hai guadagnato lucidità ed elaborato un pensiero consapevole, senza farti trascinare dagli eventi, quindi ora sei finalmente pronto ad agire in modo non reattivo (o anche a non agire, se hai valutato che questa sia la scelta migliore).

Fermarsi ha molti vantaggi: può esserti utile per riprendere il controllo della situazione che sentivi di aver perso, per ristabilire il contatto con le tue priorità, per elaborare più lucidamente strategie efficaci, per proteggerti e allentare semplicemente un momento di stress, o anche solo per riposare un po’.

Se possibile, decidi quando fermarti. Ad esempio, puoi farlo:

●  prima di ogni colloquio o riunione importante, per fissarti il risultato che desideri ottenere (in modo da non perderlo poi di vista) e per comunicare meglio e conseguentemente;

●  dopo un colloquio o una riunione importante, per valutare come sono andate le cose e stabilire le azioni successive;

●  all’inizio e alla fine di ogni giornata: la mattina per pianificare le tue priorità e lavorare più consapevolmente, la sera per fare un piccolo e veloce bilancio di come sono andate le cose e di come possono eventualmente essere migliorate;

●  tutte le volte in cui senti di aver perso il controllo e che stai reagendo d’impulso;

●  tutte le volte in cui, banalmente, hai bisogno di un break, perché per stanchezza stai perdendo dei colpi; quando sei in pausa, però, non parlare di lavoro, altrimenti non avrai modo di scaricare il cervello. Le pause sono essenziali per essere realmente produttivi (quando si è stanchi è più facile commettere errori).

Soprattutto, introduci gradualmente i tuoi stop, per abituarti piano piano a considerarli parte essenziale della tua giornata.

 

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