Possiedi una quantità di piccoli elettrodomestici che non usi mai? I tuoi cassetti sono così pieni che fatichi ad aprirli e non sai neanche più che cosa contengono? Il solo pensare a tutta la roba che è stipata nel tuo armadio ti dà un senso di oppressione?

Il luogo in cui viviamo non dev’essere un deposito, ma uno spazio capace di accoglierci e di farci sentire bene. Una casa “leggera” e pulita porta sollievo e regala energia.

Non basta riordinarla sommariamente, facendo sparire quello che c’è in giro in fondo all’armadio. Così, non si fa altro che spostare il problema, occultandone la vista ma conservandone il disagio, perché sappiamo bene di non aver risolto nulla. E non basta nemmeno riorganizzare la roba accumulata, comprando nuovi mobili per contenerla. Anche così, se non agiamo sulla quantità degli oggetti che possediamo, la casa tornerà a essere fuori controllo in breve tempo, non appena i nuovi mobili saranno pieni.

La strada per un reale riordino, che ci consenta di riappropriarci felicemente dei nostri spazi, è una sola: occorre ridurre il numero degli oggetti. Ma come decidere che cosa tenere e che cosa dare via?

È molto facile avere le idee chiare quando si tratta di cose che ci piacciono molto e che per una qualche ragione ci danno gioia: ci risulta ovvio che vadano tenute. È quasi altrettanto facile decidere il da farsi con le cose che detestiamo. Ma per tutto il resto, per tutto quello che non ci porta emozioni così “leggibili”, come si fa?

 

“NON SERVE, MA… FORSE UN GIORNO SERVIRÀ!”

 

Secondo Hideko Yamashita, autrice del libro Dan-Sha-Ri. Riordina la tua vita (più recente e meno noto del bestseller sul riordino di Marie Kondo, ma validissimo), il criterio da rispettare è semplicemente quello dell’“io-adesso”:

la relazione dev’essere fra te e l’oggetto, non fra l’oggetto e altri (come ad esempio avviene quando conservi qualcosa che non ti piace solo perché ti è stata regalata). Al centro della tua vita ci sei tu;

il tempo da considerare è il presente, l’oggetto deve avere un senso nella tua vita ora. Spesso invece le cose che conserviamo sono legate a un passato lontano, che non corrisponde più a quello che siamo diventati, o a un futuro incerto (“e se per caso un giorno ne avessi bisogno?”).

Gli oggetti sono fatti per essere usati, hanno ragione d’essere solo se sono in qualche modo utili, altrimenti fanno magazzino e non casa (è importante precisare che il concetto di utilità è da intendersi in senso lato: se guardare un soprammobile ci fa sentire bene, quel soprammobile è “utile”).

Utilità teorica e utilizzo effettivo non sono la stessa cosa. Il fatto che un oggetto abbia una funzione non ne fa automaticamente un oggetto utilizzato e, se non è utilizzato, puoi liberartene.

Dare via le cose ti sembra uno spreco, soprattutto se sono costate parecchi soldi? Se ci pensi bene, il vero spreco consiste nell’abbandonare ciò che non utilizzi in fondo a un armadio, rimuovendone l’esistenza, quando invece potrebbe essere impiegato da altri. Si spreca l’uso dell’oggetto e si spreca spazio, perché conservare non vuol dire usare.

 

CHE RELAZIONE HAI CON I TUOI OGGETTI?

 

La maggior parte degli oggetti contenuti in una casa non ha una relazione attiva con noi nel momento presente. Non ti sembra importante? Lo è, invece, perché il punto chiave per vivere bene nei nostri spazi è proprio la relazione che abbiamo con le cose che possediamo. Yamashita dice che vivere in una casa piena di oggetti che non hanno un senso per noi è come vivere circondati da sconosciuti.

Puoi cambiare la situazione e trasformare il tuo ambiente, cominciando subito a selezionare ciò che per te è importante conservare. Non tenere conto dell’ipotetica utilità di un oggetto, se, come abbiamo visto, è solo teorica. Se non lo usi, non ha senso tenerlo. Ricordati che il soggetto sei tu, colui che usa, non l’oggetto.

Tieni solo quello che utilizzi e che possibilmente utilizzi volentieri, che ti piace. Scegli con cura oggetti che ti siano amici.

Da dove cominciare? Meglio iniziare in piccolo, ma iniziare subito, partendo dal tempo che hai a disposizione. Hai 10 minuti? Fai un cassetto. Hai mezza giornata? Puoi affrontare qualcosa di più impegnativo, come un armadio. L’importante è scegliere un luogo che tu possa mettere a posto nel tempo stabilito, perché questo ti consentirà di provare il piacere del compito portato a termine.

Nell’articolo di martedì prossimo, ti fornirò dei consigli pratici per realizzare il tuo decluttering nel modo più semplice possibile.

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