Quando si parla di gestione del tempo, il primo libro che mi sento di consigliare è certamente il bestseller di Greg McKeown, Dritto al sodo. Come scegliere ciò che conta e vivere felici (il titolo italiano si è preso non poche libertà: l’originale, certo non semplice da tradurre in modo attraente, è Essentialism: The Disciplined Pursuit of Less).

In realtà non si tratta di un libro di gestione del tempo: quello che propone è un vero e proprio cambio di mentalità a favore del “fare di meno, ma meglio”.

Perché fare di meno, quando è richiesto sempre di più? Perché nel corso degli ultimi dieci anni, le decisioni che siamo chiamati a prendere ogni giorno sono aumentate in modo esponenziale, così come le opzioni a nostra disposizione, le informazioni e le opinioni a cui siamo esposti. Non riusciamo a stare dietro a tutto, non possiamo materialmente fare tutto

Il metodo di McKeown può aiutarci in modo significativo, perché propone di fare un efficace “riordino” delle nostre attività e dei nostri impegni (comprensivo di decluttering), esattamente come se avessimo a che fare con un armadio troppo pieno di cui abbiamo perso il controllo.

Come sempre, le domande che ci facciamo sono fondamentali: se guardando un abito ti chiedi “potrei metterlo ancora?”,  è facile che tu ti risponda di sì, ma se ti chiedi “mi piace? Lo uso? Lo ricomprerei?” è meno probabile che tu lo faccia. Allo stesso modo, se ti chiedi di un’attività “è interessante?” è molto facile che tu la prenda in considerazione, ma se ti domandi “ho il tempo e le risorse per svolgerla?”, la risposta può essere molto diversa.

Prima di cominciare, è necessario prendere atto di tre presupposti di base:

●  LA SCELTA INDIVIDUALE. È in nostro potere scegliere come impiegare il nostro tempo e le nostre energie. Ad esempio, possiamo scegliere di non passare tanto tempo con il cellulare in mano, così come possiamo scegliere di non rimanere due ore a guardare per inerzia programmi televisivi che neanche ci piacciono tanto. Anche se lavoriamo in azienda e abbiamo dei capi, ci sono sempre delle scelte che possiamo operare.  

●  LA PREDOMINANZA DEL “RUMORE”. Quasi tutto è “rumore”, nel senso che sono poche le cose per noi veramente significative. Il resto è “rumore”, nel senso che non rileva. Questa è la ragione per cui è importante prendersi del tempo per individuare quello che invece conta.  

●  L’INEVITABILITÀ DEL COMPROMESSO. Visto che non possiamo fare tutto, il compromesso in questo senso è imprescindibile. Dobbiamo necessariamente operare delle scelte, e operare delle scelte significa accettare di rinunciare a qualcosa.

 

IL METODO IN TRE SEMPLICI PASSI

 

Accettati i presupposti, il metodo di McKeown si articola in tre fasi:

1. ESPLORA: DISTINGUI LE TANTE COSE TRASCURABILI DALLE POCHE INDISPENSABILI. Come sappiamo, essere occupati non significa essere produttivi. Non tutto è ugualmente importante e certi sforzi producono più risultati di altri. Ritagliati una pausa senza distrazioni, in uno spazio tranquillo, e dedicati un momento di riflessione per capire che cosa per te è davvero importante.

A questo proposito, in una bella intervista rilasciata un paio di anni fa, proprio McKeown ha raccontato che, nella pianificazione della settimana, tiene sempre presenti tre elementi, per lui non negoziabili: 8 ore al giorno da dedicare al sonno (per un totale di 56 ore a settimana), 15 ore da dedicare a sua moglie, altre 15 ore da passare con i suoi figli. Poi, nelle rimanenti 82 ore, che non sono poche, viene tutto il resto.

Quali sono i tuoi elementi non negoziabili, quelli ai quali ti è impensabile rinunciare, perché sono davvero essenziali per te? Ovviamente le tue priorità possono riguardare la carriera, le relazioni, la forma fisica, qualunque ambito.

2. ELIMINA: ESCLUDI LE TANTE COSE TRASCURABILI. Questa è la fase in cui devi cominciare a dire di no, in base alle priorità individuate (per imparare a farlo più agevolmente leggi anche quest’articolo). Ogni volta che non riusciamo a dire di no a qualcosa che non desideriamo fare, stiamo permettendo agli altri di gestire il nostro tempo (sentendoci oltretutto pieni di risentimento per averlo permesso).

Se hai ancora dei dubbi sulle attività alle quali dire di no, per aiutarti a diventare più selettivo nelle tue scelte, utilizza la tecnica proposta in questo breve filmato: per ogni attività chiediti se sei convinto di farla. Se la risposta che ti dai non è un sì chiaro ed evidente, allora consideralo un no. Estremo, ma funziona.

3. AGISCI: RIMUOVI GLI OSTACOLI PER RIDURRE AL MINIMO LO SFORZO. Una volta che hai capito quali attività mantenere nella tua vita, chiediti per ciascuna di esse: “Quali sono gli ostacoli che si frappongono fra me e la realizzazione di questo lavoro?” o “Che cosa m’impedisce di portare a termine questo progetto?”. In base alle risposte che ti darai riduci o rimuovi ciò che usualmente produce attrito nell’esecuzione, facilitane il più possibile lo svolgimento, senza accumulare soluzioni di ripiego.

Chiudo con una frase del libro di McKeown che ne sintetizza bene la proposta: “Solo se ci concediamo di smettere di voler fare tutto e dire di sì a tutti, possiamo dare il massimo contributo in ciò che conta di più”.  

 

 

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