Qualche anno fa il sociologo e giornalista Malcolm Gladwell ha scritto un libro molto citato, Fuoriclasse: storia naturale del successo, in cui viene riportata la tesi dello psicologo K. Anders Ericsson, nota come la regola delle 10.000 ore.

In breve, quello che risulta da questo studio è che ci vogliono 10.000 ore di pratica per raggiungere l’eccellenza in qualunque campo (di pratica “deliberata”, per l’esattezza, ma su questo torneremo dopo).

Non sfuggono a questa regola neanche quelli che consideriamo dei prodigi nel loro campo, gente come Mozart, i Beatles, Bill Gates, ecc. Nel libro, numeri alla mano, si calcola che, prima del loro successo, i Beatles avessero già suonato dal vivo più di quello che la maggior parte dei gruppi fa in un’intera carriera e che Bill Gates, prima di provare ad aprire una sua azienda informatica, avesse programmato per ben più di 10.000 ore; anche la vita di Mozart conferma la teoria.

Di questo studio ancora si discute (ad esempio sono state fatte molte obiezioni sul fatto che davvero valga in tutti gli ambiti allo stesso modo), ma la regola delle 10.000 ore ha avuto comunque molta fortuna, perché ridimensiona di molto il peso del talento, rispetto a quello dell’impegno, nel raggiungimento dell’eccellenza.

Il sollievo però dura poco, perché 10.000 ore sono una quantità di tempo davvero enorme.

 

UNA DOMANDA CHIAVE: QUALE LIVELLO DI COMPETENZA VUOI OTTENERE?

 

A questo punto bisogna chiedersi: a quale livello di competenza c’interessa arrivare? Vogliamo l’eccellenza o​, più semplicemente,​ vogliamo saper fare una cosa abbastanza bene da riuscire a godercela

In realtà, fuori dagli scopi professionali, alla base della maggior parte delle cose che vogliamo imparare non c’è la necessità di diventare degli esperti, ma semplicemente il desiderio di rendere la nostra vita più ricca di esperienze e più interessante​. E per arrivare a questo non ci servono 10.000 ore.

Secondo Josh Kaufman, autore del bestseller The First 20 Hours, per questo scopo sono sufficienti 20 ore di pratica deliberata (il termine “deliberata” fa capire che non stiamo parlando di semplice esercizio: implica che ci sia metodo e un impegno finalizzato al miglioramento; in parole povere, ci devi mettere la testa).

Solo 20 ore, vale a dire 40 minuti al giorno per 30 giorni.

Devo dire che quando l’ho letto sono rimasta piuttosto perplessa, mi sembrava impossibile. E rimane impossibile, se pensiamo che imparare qualcosa significhi solo ed esclusivamente diventare degli esperti in quel qualcosa. 

Non diventi certamente un esperto con 20 ore di pratica, ma se, escludendo gli scopi professionali, accetti l’idea di imparare quanto ti basta per cavartela bene, ti si aprono sconfinate possibilità (per me è stato questo il passaggio chiave, in virtù della mia tendenza al perfezionismo, perché un perfezionista pensa sempre che l’eccellenza sia la sola opzione possibile, o eccellenza o niente). 

 

I PUNTI CHIAVE DEL METODO DELLE 20 ORE

 

In che cosa consiste allora il metodo di Josh Kaufman per imparare qualsiasi skill in 20 ore? Eccolo, in quattro punti, più uno preliminare:

Decidi che cosa vuoi saper fare, quello che davvero desideri apprendere. Una motivazione autentica facilita le cose. Dedicati ad acquisire una sola competenza alla volta.

Scomponi l’abilità che vuoi imparare. Invece di farti paralizzare dalla complessità del compito, analizza le singole parti di cui è composto, spezzettalo in modo da poter decidere quello che ti è davvero utile per saper fare quello che vuoi (non tutto è necessario). Sono quelle le parti prioritarie, sulle quali concentrarsi.

Impara abbastanza da essere in grado di correggerti, mentre pratichi su ciascuna di queste parti più piccole. Per trovare quell'”abbastanza” fai ricerche limitate, scegli solo da 3 a 5 risorse (corsi, libri, ecc.) dalle quali attingere le informazioni, per evitare dispersioni e per non procrastinare il momento più importante, quello della pratica. Dai una scorsa veloce alle risorse e… screma: i concetti che si ripetono sono quelli chiave.

Rimuovi gli ostacoli mentali e fisici. Crea le condizioni perché ti sia facile dedicarti all’apprendimento che hai scelto, tieni gli oggetti necessari a portata di mano, evita le distrazioni (TV, social, ecc.), spegni il cellulare per il tempo che ti serve. 

Pratica per almeno 20 ore. Solo la pratica ti consente di superare velocemente la barriera di inevitabile frustrazione degli inizi, quella che ti fa sentire incompetente e imbranato. Arriverai a raccogliere i benefici solo praticando.

Kaufman ha fatto più di un video in cui illustra il suo metodo, fra cui un TED Talk molto piacevole (sottotitolabile in italiano, nelle Impostazioni). 

Pensa alle cose che vorresti imparare. Vorresti parlare lo spagnolo? Saper ballare il tango? Tutti abbiamo una lista (anche solo in testa, magari) di cose che ci piacerebbe saper fare.

Scegli e… comincia.

 

Nota personale: questo metodo mi è risultato utile anche per cose che non mi piacevano granché, ma che era opportuno che imparassi per lavoro. Funziona comunque.

 

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