Non posso dire di no, ci rimarrebbe male. Non posso dire di no, ci sarebbero conseguenze. Non posso dire di no, poi non mi chiamerebbero più.

Quante volte ci siamo detti questo genere di frasi? Quante volte ci siamo ritrovati a dire di sì a cose che non avevamo nessuna voglia di fare, o che non avevamo tempo di fare, per poi sentirci da schifo per non essere stati capaci di rifiutare?

La psicoterapeuta Christel Petitcollin, nel suo libro Affermare se stessi e osare dire di no, identifica tre fattori chiave, che ritroviamo sempre in queste situazioni:

● il dubbio (inizia anche prima del “no” che non arriviamo a dire, quando ci interroghiamo sulle possibili conseguenze di un rifiuto);

● la paura (paura di deludere, paura di perdere un’occasione, paura di essere giudicati egoisti o maleducati, paura delle conseguenze in generale);

● il senso di colpa (anche questo ci porta ad accettare quello che non vorremmo, perché ci sentiamo in colpa al pensiero di far rimanere male gli altri o di non soddisfare le loro aspettative).

Partiamo da un presupposto: è impossibile non dire mai di no, è impossibile accontentare tutti, quindi in un modo o nell’altro dei limiti vanno stabiliti.

Secondo presupposto: non è vero che non dicendo di no puoi evitare il conflitto, semplicemente lo trasferisci dentro di te, diventi tu un campo di battaglia (hai presente la rabbia sorda e il senso di fallimento che provi dopo, per non essere stato capace di rifiutare?).

Dire di no è importante perché ha a che fare con il riconoscimento dei nostri bisogni e della nostra integrità.

Ogni volta che non rispettiamo i nostri confini, non rispettiamo noi stessi.

 

I 10 PASSAGGI FONDAMENTALI PER IMPARARE A DIRE DI NO

 

Ma quindi? Quindi puoi imparare a dire di no, applicando i seguenti passaggi chiave:

1. fai chiarezza dentro di te e stabilisci i tuoi confini, chiediti che cosa per te è accettabile e che cosa non lo è (il no non dev’essere a oltranza, dev’essere su ciò che realmente non vuoi);

2. rispetta i confini che hai definito, tu per primo;

3. sii consapevole delle tue priorità, di ciò che è davvero importante per te, il tuo tempo è prezioso;

4. accetta il fatto che non si può piacere a tutti e che non c’è niente di male in questo;

5. analizza le situazioni in cui ti viene più difficile dire di no, perché sono le tue zone “a rischio”, quelle per cui dovrai sempre tenere a mente i confini che hai stabilito;

6. comprendi i meccanismi utilizzati dalle persone che ti inducono a dire di sì anche quando non vorresti (a questo proposito ti può essere utile la lettura del bestseller di Robert B. Cialdini Le armi della persuasione. Come e perché si finisce col dire di sì, di cui ho già parlato in un articolo sulla persuasione);

7. prendi tempo, se sei in difficoltà e non riesci a dire il no che desideri (una sorta di “anticamera del no” che ti consente di prepararti);

8. ascolta con attenzione la richiesta prima di rifiutare (qualunque interlocutore accetta più facilmente un no, se ha l’impressione di essere stato ascoltato e preso in considerazione);

9. allenati, perché saper dire di no richiede allenamento; comincia da una cosa piccola, dove ti può riuscire più facile;

10. sii gentile ma non scusarti, sii gentile ma fermo.

 

UNA CITAZIONE DA RICORDARE

 

Forse, dagli anni della scuola, ti ricordi poco o niente del romanzo I promessi sposi di Alessandro Manzoni, ma è difficile dimenticare il personaggio di Gertrude, la monaca di Monza, che prese i voti suo malgrado per non essere riuscita a opporsi alla volontà del principe suo padre.

Nessuno ha mai descritto in modo tanto efficace le conseguenze rovinose del non riuscire a dire di no:

Ora ripensava come mai quel sì che le era scappato avesse potuto significare tanto, ora cercava che ci fosse maniera di riprenderlo, di restringerne il senso; ma la persuasione del principe pareva così intera, la sua gioia così gelosa, la benignità così condizionata che Gertrude non oso proferire una parola che potesse turbarle minimamente. […] Dopo dodici mesi di noviziato, pieni di pentimenti e di ripensamenti, si trovò al momento della professione, al momento cioè in cui conveniva o dire un no più strano, più inaspettato, più scandaloso che mai, o ripetere un sì tante volte detto; lo ripeté, e fu monaca per sempre.

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