In giapponese le parole kaizen e kaikaku esprimono due concetti di cambiamento molto diversi. Per kaizen s’intende il cambiamento migliorativo graduale, cioè il miglioramento costante per piccoli passi. La parola kaikaku definisce invece il cambiamento radicale, per svolte più o meno “rivoluzionarie”, per innovazione.

Quando si parla di cambiamento la prima cosa che ci viene in mente è proprio quest’ultima (chi lavora in azienda sa bene quanto venga stressato il concetto di innovazione): la caccia a qualcosa di nuovo che porterà risultati straordinari in pochissimo tempo.

Amo mio malgrado l’idea del cambiamento per grandi svolte, per un incontro, per una scoperta, perché resta un’idea seducente e, diciamocelo, molto più bella da raccontare.

A volte succede, mi è personalmente capitato più di una volta. Ma quante volte funziona così? Se ci pensiamo bene, poche.

Per nostra fortuna, il kaizen costituisce una strategia alternativa di cambiamento che invece funziona sempre.

Non parlerò qui della sua storia, né delle sue applicazioni in ambito aziendale (per questo rimando al sito del Kaizen Institute), quello che m’interessa trattare in quest’articolo sono le sue possibili applicazioni pratiche in ambito personale.

 

PICCOLI PASSI, GRANDI RISULTATI

 

Il kaizen è di una tale semplicità da apparire banale, ma ha una portata straordinaria nel lungo periodo: consiste nel mettere in atto dei piccoli miglioramenti negli aspetti della nostra vita che vogliamo modificare e nel farlo giorno dopo giorno con continuità.

Il cambiamento che ne risulterà non sarà quindi improvviso, ma nel tempo sarà comunque straordinario.

Niente stravolgimenti, dunque, niente di debilitante, niente che ci obblighi a investire tutte le nostre risorse. Due sole sono le condizioni: si deve procedere a piccoli passi, un passo alla volta (qualunque sia la dimensione dell’obiettivo che ci siamo prefissati), e con costanza

 

COME AGGIRARE LA PAURA DEL CAMBIAMENTO

 

Il kaizen funziona sempre, perché il cambiamento graduale riesce ad aggirare le nostre paure, che spesso ci portano ad autosabotarci, e a consentirci quindi di cambiare davvero, con risultati duraturi.

La paura del cambiamento va messa in conto, è parte della natura umana. Siamo attirati dal cambiamento, ma lo temiamo allo stesso tempo. 

L’efficacia in ambito personale del procedere per piccoli passi si deve a questo: la dimensione contenuta di ciò che dobbiamo fare ogni giorno per migliorare ci consente di non spaventarci, di riuscire facilmente, rappresenta uno sforzo comunque alla nostra portata. Sarà la somma delle singole azioni a fare la differenza.

Un esempio pratico valido per tutti: vogliamo fare un decluttering della nostra casa, ma non facciamo che rimandare perché l’impresa ci sembra titanica per il tempo e l’energia che richiede.

Il primo piccolo passo, così piccolo da non provocare reazioni emotive di sorta, può consistere in questo caso nel mettere in ordine oggi un semplice cassetto. E domani un’anta della cucina particolarmente straripante. E il giorno dopo ancora il nostro comodino. Dopo un po’ di giorni, la somma dei passi compiuti comincerà a farsi sentire (e vedere), saremo pienamente in azione, avremo affrontato il “mostro” senza rendercene conto.

(Nota: Marie Kondo, nel suo bestseller Il magico potere del riordino sostiene che bisogna riordinare tutto in una volta sola, in poco tempo. Una delle più comuni obiezioni mosse al riguardo è proprio questa: per chi lavora è praticamente impossibile trovare il tempo di fare il decluttering di un’intera casa in una volta sola, tanto difficile da risultare paralizzante; quindi, se così è, viene meno l’azione e si manca lo scopo).

Se desideri approfondire il tema trattato in quest’articolo ci sono un paio di libri che possono aiutarti:

● Un piccolo passo può cambiarti la vita – Il metodo Kaizen applicato alla realtà di tutti i giorni di Robert Maurer. Questo piccolo volume di facile lettura spiega in modo chiaro e dettagliato come portare il sistema dei piccoli passi migliorativi nel nostro quotidiano.

● 52 cambiamenti di Leo Babauta. L’autore del famosissimo blog Zen Habits, di cui ho già parlato in un articolo, in quest’ebook propone 52 possibili cambiamenti da apportare alla nostra vita per uscire dalla comfort zone. Sono dei suggerimenti utili, ma resta a noi e soltanto a noi capire quali possiamo effettivamente fare nostri.

 

Questo sito utilizza i cookie per assicurarti la migliore esperienza di navigazione possibile. Per dare il tuo consenso al loro utilizzo, clicca l'apposito bottone. Se vuoi approfondire, puoi visitare la pagina dedicata per capirne di più. Voglio approfondire

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi