10 strategie efficaci per avere una scrivania perfetta e lavorare al meglio

10 strategie efficaci per avere una scrivania perfetta e lavorare al meglio

Guarda per un momento la tua scrivania. È piena di pile di carta? Il tuo pc è coperto di post-it?

Lavoriamo spesso in spazi ingombri e disordinati, a danno della nostra produttività. Siamo meno produttivi non solo perché perdiamo tempo a cercare i documenti che ci servono, ma anche perché il caos, a cui non facciamo probabilmente neanche più caso, riduce di molto la nostra capacità di focalizzazione.

Per quanto tu riesca comunque a lavorare, non lavori al meglio delle tue possibilità. Quello che hai intorno rileva più di quel che pensi: è una continua fonte di distrazione, che ti rende più difficile concentrarti su quello che stai facendo.

Report, post-it, documenti, tutto ciò che rientra nel tuo campo visivo compete per richiamare la tua attenzione, anche se non ne sei consapevole (c’è uno studio interessante al riguardo portato avanti dal Princeton University Neuroscience Institute).

La questione non è da sottovalutare, perché lavoriamo tanto alla scrivania, uno dei luoghi dove è più facile in assoluto accumulare roba (sappiamo tutti quanto velocemente si perda il controllo di una pila di carta).

Vuoi diventare più produttivo dall’oggi al domani? Parti dalla scrivania.

 

GUIDA ALLA PERFETTA SCRIVANIA IN 10 SEMPLICI PASSAGGI

 

Ecco 10 consigli per riordinare facilmente la tua scrivania e recuperare tempo, concentrazione ed efficienza:

● Fissati un tempo. Metti in agenda il tempo per il riordino, altrimenti, travolto dagli impegni quotidiani, non lo farai (in genere un paio d’ore sono più che sufficienti).

● Libera scrivania e cassetti. Se puoi, metti tutto al centro della stanza (la vista della scrivania già vuota aiuta). Se non hai la possibilità di farlo, metti anche il contenuto dei cassetti sulla scrivania stessa e lavora lì. In questa prima fase non decidere e non organizzare nulla; porta semplicemente tutto a vista, per avere un’idea precisa della dimensione di quello che c’è.

● Dividi per categorie.  Raggruppa i documenti, la cancelleria, i cavi degli apparecchi elettronici, i materiali informativi, ecc.

● Riduci. Adesso che hai un’idea precisa della dimensione di ogni categoria e che hai spezzettato la tua roba in mucchi più piccoli e più “affrontabili”, passa all’eliminazione di quello che non ti serve.

● Dai un posto a ogni cosa, in base al principio del minimo sforzo. In questo caso, per essere produttivo devi… pensare da pigro: l’obiettivo è trovare sempre facilmente ciò che ti serve e tenere vicine le cose che usi spesso. Quando decidi dove mettere i tuoi oggetti e i tuoi documenti scegli la soluzione più comoda e funzionale, in base alla frequenza di utilizzo.

● Limita gli oggetti da tenere sulla scrivania. Chiediti che cosa è assolutamente necessario che stia lì, a vista. Lo spazio della scrivania è limitato, non vale la pena sprecarlo per ciò che usi occasionalmente. L’ideale è tenerci solo quello che utilizzi quotidianamente e quello che ti serve per il lavoro che stai svolgendo in quel momento.

● Usa bene i cassetti. Spesso le cassettiere sono piene di oggetti inutili, che sono lì da anni. Fanne un uso oculato, perché sono uno spazio preziosissimo per evitarti di ingombrare la scrivania con cose che usi di frequente ma non tutti i giorni. Mettici tutto quello che ti serve avere a portata di mano ma non di vista, come ad esempio i progetti a cui devi lavorare a breve (possibilmente in cartelline etichettate) e la cancelleria, da tenere in organizer per cassetti o in un qualunque contenitore senza coperchio.

● Digitalizza. La carta rimane la fonte primaria dell’ingombro fisico della tua scrivania, quindi, tutte le volte che puoi, fai delle scansioni dei tuoi documenti. Per quanto riguarda note e post-it volanti suggerisco sempre vivamente di utilizzare Evernote (leggi quest’articolo per sapere come usarlo). Non rischierai di perdere le tue note e manterrai sgombra la scrivania.

● Aggiungi un tocco personale. Passi alla scrivania molte ore al giorno, vale la pena rendere la cosa il più gradevole possibile. Scegli un oggetto che ti faccia piacere vedere sempre. Ne basta uno: su una scrivania sgombra risalterà.

● Dedica ogni giorno 5 minuti a mantenere il risultato che hai ottenuto. Prima di uscire dall’ufficio, abituati a mettere in ordine la scrivania per il giorno dopo. La tua giornata successiva comincerà molto meglio.

Buon lavoro!

 

Viaggiare senza stress: le 10 regole per preparare una valigia perfetta

Viaggiare senza stress: le 10 regole per preparare una valigia perfetta

Hai presente la scena del film Tra le nuvole in cui George Clooney spiega l’arte di viaggiare leggeri e veloci ad Anna Kendrick, quando la vede arrivare in aeroporto con una pesantissima valigia?

Se il tuo bagaglio somiglia a quello di lei, quest’articolo può esserti utile per semplificare molto il tuo modo di fare la valigia e quindi di viaggiare. I vantaggi? Innumerevoli, soprattutto se devi prendere l’aereo: meno stress, meno fatica, più tempo.

Per anni ho detestato il momento di fare i bagagli, per anni mi sono appesantita portandomi dietro mezzo armadio, che quindi dovevo obbligatoriamente imbarcare, sprecando tempo al check-in e all’arrivo. E, naturalmente, mi è capitato un paio di volte che mi perdessero la valigia e molto più spesso che la danneggiassero.

Mi sono resa conto che ritornavo a casa senza aver utilizzato la maggior parte delle cose che avevo stipato nel mio bagaglio e che tutta quella roba, portata in giro per essere a mio agio in qualunque situazione, in realtà mi stava portando disagio. È stato allora che ho cominciato a ragionare diversamente e ad applicare “l’arte dell’essenziale” alla valigia.

Che cosa vuol dire? Vuol dire imparare a scegliere e a semplificare. Vuol dire conoscere le proprie reali necessità e basarsi su quelle. Non significa rinunciare al comfort, ma soltanto rinunciare al bagaglio non necessario, ai fardelli inutili (un esercizio molto valido, anche in altri ambiti).

Anche se non t’interessa arrivare ai livelli di riduzione raccontati nella guida Ultralight da Leo Babauta, autore del notissimo blog minimalista Zen Habits, puoi in ogni caso semplificare la tua valigia e viaggiare più leggero.

 

10 STRATEGIE PER PREPARARE UNA VALIGIA ESSENZIALE E CONFORTEVOLE

 

Eccoti qualche indicazione utile per riuscire a preparare una valigia essenziale e allo stesso tempo confortevole:

●  USA ACCESSORI DA VIAGGIO “GIUSTI”. Gli accessori giusti fanno la differenza. Ne servono pochi, ma devono essere leggeri, compatti, facili da usare e realmente utili (c’è in giro un sacco di roba carina, ma totalmente inutile o, peggio, ingombrantissima). Trovi qualche suggerimento nell’articolo “I 10 migliori accessori per viaggiare organizzati”. Il discorso vale soprattutto per la scelta della valigia, che va pensata con cura. Io uso sempre e solo trolley non rigidi perché li trovo molto più duttili. 

●   PENSA ALLA DESTINAZIONE E CONTROLLA IL CLIMA. Passaggio fondamentale per capire che cosa ti servirà davvero. Spesso non viene fatto: per pigrizia si tende a portare un po’ di tutto perché non-si-sa-mai. Pensa a quello che farai, a quali attività ti dedicherai e a che temperatura.

●  CONTA I GIORNI. Per la biancheria e le magliette il sistema migliore rimane quello di contare i giorni di durata del viaggio e regolarsi di conseguenza. Questo, sempre che tu non abbia la possibilità o l’intenzione di lavare, perché allora ovviamente ti servono soltanto pochi cambi.

●  PREPARA UNA LISTA. Adattati una lista già fatta (online se ne trovano per tutti i gusti), oppure scrivila tu in base alle tue esigenze. Fai come preferisci, ma fai una lista, perché aiuta moltissimo a razionalizzare il contenuto della valigia e a non dimenticare le cose importanti. Comincia a creare il tuo elenco molto prima della partenza e poi aggiungi voci senza pensarci su troppo, avrai tempo per selezionare. Il bagaglio si può anche preparare la sera prima, ma va pensato in anticipo. Ti risparmierai un mucchio di stress, perché avrai già fatto le tue scelte e dovrai solo mettere le cose in valigia.

●  VESTITI A STRATI. Il famoso abbigliamento “a cipolla” non tramonta mai. Conviene portare più strati di poco peso, piuttosto che un ingombrante capo pesante, meno duttile rispetto alle variazioni della temperatura. Se faccio un viaggio itinerante normalmente utilizzo magliette di materiali tecnici leggeri, sia nella versione per mantenere il calore, nel caso dovessi avere freddo, sia in quella studiata per le temperature più calde. Sono entrambe leggerissime e asciugano molto velocemente.

●  LIMITA LE SCARPE. A meno che tu non abbia bisogno di calzature specifiche per una particolare attività sportiva, in realtà puoi limitarti a portare due sole paia di scarpe: un paio comodo per camminare e un paio più elegante (in aggiunta a un paio di infradito o simili che puoi usare anche come pantofole). Fare la valigia partendo dalle scarpe è un trucco molto utile per riuscire anche a limitare l’abbigliamento. Se invece cominci dai vestiti, è facile che tu finisca col portartene dietro troppe.

●  UTILIZZA UNA PALETTE DI COLORI CHE RENDA FACILI GLI ABBINAMENTI. I capi che ti porti devono stare bene insieme e potersi abbinare facilmente fra di loro, in modo da darti più possibilità di utilizzo. Definisci tre colori di base e poi fai gli abbinamenti in conseguenza. Se portarti un vestito che ti piace molto comporta accessori e scarpe che stanno bene solo con quello, è meglio optare per altro. Per quel che mi riguarda, non pensare a quest’aspetto era la causa principale della pesantezza delle mie valigie. Adesso essenzialmente combino tutto in base a tre colori: uno scuro (blu o nero), uno chiaro (bianco o beige) e un colore vivace che stia bene con gli altri due.

●  EVITA DI METTERE IN VALIGIA OGGETTI CON LA STESSA FUNZIONE. A parte i capi che per questione di igiene prevedono cambi, come biancheria e magliette, non appesantirti inutilmente portandoti dietro oggetti che abbiano la stessa funzione. Ad esempio, se ti porti un impermeabile non portare l’ombrello.

●  PREPARA LA TUA FARMACIA DA VIAGGIO. Non è vero che tanto si può comprare tutto ovunque (senza ricetta è spesso molto difficile avere anche un comunissimo antibiotico), quindi ti conviene portarti dietro i tuoi farmaci. Per ridurre al minimo l’ingombro puoi eliminare sia le scatole (tanto le date di scadenza sono scritte anche sui blister) sia i “bugiardini”, perché, se necessario, puoi trovarli tutti sul sito myhealthbox.eu/it/, che contiene il database dei foglietti illustrativi di tutti i medicinali.

●  SFRUTTA LO SPAZIO. Ci sono diverse scuole di pensiero su quale sia il modo migliore per riporre gli oggetti in valigia, anche se l’obiettivo è sempre lo stesso: sfruttare al massimo lo spazio senza che la roba ne esca stazzonata. I metodi sono sostanzialmente tre:

1. Piegare i capi, più o meno come fai di solito a casa, e metterli direttamente in valigia.

2. Arrotolare i capi, per poi magari inserirli in contenitori come i famosi packing cube (come in questo video).

3. Fare un bundling, cioè ripiegare i capi insieme facendone un pacchetto in base a una tecnica molto precisa (come in questo video), ottima per evitare pieghe e grinze.

Ogni metodo ha vantaggi e svantaggi e puoi comunque usare un sistema misto, cioè ad esempio arrotolare solo le magliette, cosa che effettivamente fa risparmiare un po’ di spazio, e utilizzare il bundling per pantaloni o capi più voluminosi. In realtà, un beneficio sostanziale io l’ho ottenuto con i sacchetti da viaggio a compressione, che, eliminando l’aria, effettivamente ti consentono di raddoppiare lo spazio.

Ti suggerisco un’ultima cosa: lascia sempre un po’ di spazio in valigia, nel caso dovessi acquistare qualcosa durante il viaggio, e preparala la sera prima. Al mattino il suo peso sarà ovviamente lo stesso, ma il contenuto si sarà “assestato” regalandoti un po’ di spazio in più.

 

I 10 migliori accessori per viaggiare organizzati

I 10 migliori accessori per viaggiare organizzati

Sono sempre alla ricerca di idee che semplifichino la vita, che aiutino a organizzarsi al meglio e più facilmente. Questo vale anche per gli oggetti, perché da un oggetto “giusto” può derivare un significativo risparmio di tempo e di energia; a maggior ragione in viaggio, dove la funzionalità e il peso di un accessorio possono contare non poco. 

Non faccio viaggi che richiedono di valutare al grammo quello che mi porto dietro, ma cerco sempre di muovermi leggera (soprattutto nei viaggi itineranti, dove è tutto un su e giù).

Dedico quindi una particolare attenzione alla scelta degli accessori più utili da mettere in valigia, che devono essere leggeri, compatti, comodi da usare e possibilmente gradevoli a vedersi.

 

10 ACCESSORI DA VIAGGIO CHE TI SEMPLIFICANO LA VITA

 

Eccoti la lista dei miei 10 accessori da viaggio preferiti, che rispondono a tutti questi requisiti (o quasi) e che tengo già pronti per l’uso in valigia:

● i SACCHETTI DA VIAGGIO SALVASPAZIO. Funzionano per compressione, non c’è bisogno di niente per far uscire l’aria: basta arrotolarli, o sedercisi sopra, e lo spazio in valigia raddoppia. Li ho scoperti qualche anno fa, quando dovevo far stare roba estiva e invernale in un bagaglio ridotto, per un viaggio che prevedeva di passare da temperature torride a temperature molto basse nel corso dello stesso giro.

● Il PORTAFOGLIO “MINIMALISTA” In realtà ho adottato quest’oggetto in pianta stabile, non solo in viaggio, perché è compatto e veramente funzionale. Sta ovunque. Per giunta mi aiuta a mantenere il portafoglio ordinato ed essenziale, senza accumuli di vecchi scontrini o carte fedeltà che non uso mai.

● l’ORGANIZER IN ELASTICO GOMMATO. Per cavetti, caricabatteria, penne, ecc. Io lo uso tantissimo quando mi sposto. È piatto, comodissimo, tiene i piccoli oggetti tutti insieme nello stesso posto, ma separati e ben visibili, così non devo perdere tempo a frugare in valigia alla ricerca di quello che mi serve. 

un CUBO ORGANIZZATORE PER VALIGIA. Usa molto organizzare la valigia con i cosiddetti set di cubi. Personalmente non mi trovo del tutto con questo sistema perché aggiunge roba (se non ne hai mai sentito parlare, puoi vedere come funziona in questo video), ma ne ho adottato in pianta stabile un componente che si può acquistare separatamente, perché, in virtù della sua forma, funziona benissimo per la biancheria, che comunque desidero tenere separata. Si tratta del “cubo” a sviluppo orizzontale. Quello di questa marca è molto solido e di qualità, ma questo formato si trova anche in una versione meno costosa e da 4 pezzi.

● il SET DI FLACONI DA VIAGGIO IN SILICONESono carini, morbidi e dunque ben più duttili di quelli rigidi in plastica trasparente. Utilissimi per portarsi in viaggio i propri prodotti preferiti (pochi esistono già in travel size). Il punto di forza di questo set è la varietà di formati, perfetta se i cosmetici sono tanti e di tipo diverso. Se sei più del genere shampoo-bagnoschiuma-dentifricio-e-stop, può andare meglio un set da quattro contenitori dello stesso formato.

● la POWERADD CARICABATTERIE PORTATILE. Una batteria esterna è sempre utile. Questa, per Apple, Smartphone e Tablet Samsung, ha una bellissima linea ed è disponibile con e senza cavi.

● le ETICHETTE PER BAGAGLIO in metallo. Sono belle, solide e piacevolmente luminose. Il vero plus però è che rimane visibile solo il nome e non l’indirizzo. Un oggetto intelligente che costa pochissimo.

● le SALVIETTINE DI COTONE IN COMPRESSA. Sono in cellulosa di cotone e grandi come una caramella. Basta inumidirle con poca acqua per trasformarle in comodissime salviettine per rinfrescarsi e pulirsi. Senza conservanti, profumazioni o altre sostanze aggiuntive. 

l’ADATTATORE UNIVERSALE DA VIAGGIO. Oggetto indispensabile se vai all’estero. Questo è particolarmente duttile e carino.

la PACKING LIST. Una lista degli oggetti da mettere in valigia non è una cosa per patiti dell’organizzazione: è realmente molto utile per evitare dimenticanze e semplificare tutta l’operazione “devo ancora fare i bagagli!”. Se non hai voglia di scrivertela da cima a fondo, puoi stampare una delle decine di liste gratuite che si trovano on line (ce ne sono per tutti i viaggi possibili, basta digitare “cosa mettere in valigia”). Se parli inglese, puoi usare questo blocco prestampato. Molto carino, e, a meno che tu non sia proprio sempre in viaggio, dura in eterno.

Nell’articolo di martedì prossimo ti fornirò dei consigli pratici per viaggiare in leggerezza, grazie a una valigia essenziale ma confortevole.

 

Come riprendere il controllo del tuo tempo imparando a scegliere ciò che conta

Come riprendere il controllo del tuo tempo imparando a scegliere ciò che conta

Quando si parla di gestione del tempo, il primo libro che mi sento di consigliare è certamente il bestseller di Greg McKeown, Dritto al sodo. Come scegliere ciò che conta e vivere felici (il titolo italiano si è preso non poche libertà: l’originale, certo non semplice da tradurre in modo attraente, è Essentialism: The Disciplined Pursuit of Less).

In realtà non si tratta di un libro di gestione del tempo: quello che propone è un vero e proprio cambio di mentalità a favore del “fare di meno, ma meglio”.

Perché fare di meno, quando è richiesto sempre di più? Perché nel corso degli ultimi dieci anni, le decisioni che siamo chiamati a prendere ogni giorno sono aumentate in modo esponenziale, così come le opzioni a nostra disposizione, le informazioni e le opinioni a cui siamo esposti. Non riusciamo a stare dietro a tutto, non possiamo materialmente fare tutto

Il metodo di McKeown può aiutarci in modo significativo, perché propone di fare un efficace “riordino” delle nostre attività e dei nostri impegni (comprensivo di decluttering), esattamente come se avessimo a che fare con un armadio troppo pieno di cui abbiamo perso il controllo.

Come sempre, le domande che ci facciamo sono fondamentali: se guardando un abito ti chiedi “potrei metterlo ancora?”,  è facile che tu ti risponda di sì, ma se ti chiedi “mi piace? Lo uso? Lo ricomprerei?” è meno probabile che tu lo faccia. Allo stesso modo, se ti chiedi di un’attività “è interessante?” è molto facile che tu la prenda in considerazione, ma se ti domandi “ho il tempo e le risorse per svolgerla?”, la risposta può essere molto diversa.

Prima di cominciare, è necessario prendere atto di tre presupposti di base:

●  LA SCELTA INDIVIDUALE. È in nostro potere scegliere come impiegare il nostro tempo e le nostre energie. Ad esempio, possiamo scegliere di non passare tanto tempo con il cellulare in mano, così come possiamo scegliere di non rimanere due ore a guardare per inerzia programmi televisivi che neanche ci piacciono tanto. Anche se lavoriamo in azienda e abbiamo dei capi, ci sono sempre delle scelte che possiamo operare.  

●  LA PREDOMINANZA DEL “RUMORE”. Quasi tutto è “rumore”, nel senso che sono poche le cose per noi veramente significative. Il resto è “rumore”, nel senso che non rileva. Questa è la ragione per cui è importante prendersi del tempo per individuare quello che invece conta.  

●  L’INEVITABILITÀ DEL COMPROMESSO. Visto che non possiamo fare tutto, il compromesso in questo senso è imprescindibile. Dobbiamo necessariamente operare delle scelte, e operare delle scelte significa accettare di rinunciare a qualcosa.

 

IL METODO IN TRE SEMPLICI PASSI

 

Accettati i presupposti, il metodo di McKeown si articola in tre fasi:

1. ESPLORA: DISTINGUI LE TANTE COSE TRASCURABILI DALLE POCHE INDISPENSABILI. Come sappiamo, essere occupati non significa essere produttivi. Non tutto è ugualmente importante e certi sforzi producono più risultati di altri. Ritagliati una pausa senza distrazioni, in uno spazio tranquillo, e dedicati un momento di riflessione per capire che cosa per te è davvero importante.

A questo proposito, in una bella intervista rilasciata un paio di anni fa, proprio McKeown ha raccontato che, nella pianificazione della settimana, tiene sempre presenti tre elementi, per lui non negoziabili: 8 ore al giorno da dedicare al sonno (per un totale di 56 ore a settimana), 15 ore da dedicare a sua moglie, altre 15 ore da passare con i suoi figli. Poi, nelle rimanenti 82 ore, che non sono poche, viene tutto il resto.

Quali sono i tuoi elementi non negoziabili, quelli ai quali ti è impensabile rinunciare, perché sono davvero essenziali per te? Ovviamente le tue priorità possono riguardare la carriera, le relazioni, la forma fisica, qualunque ambito.

2. ELIMINA: ESCLUDI LE TANTE COSE TRASCURABILI. Questa è la fase in cui devi cominciare a dire di no, in base alle priorità individuate (per imparare a farlo più agevolmente leggi anche quest’articolo). Ogni volta che non riusciamo a dire di no a qualcosa che non desideriamo fare, stiamo permettendo agli altri di gestire il nostro tempo (sentendoci oltretutto pieni di risentimento per averlo permesso).

Se hai ancora dei dubbi sulle attività alle quali dire di no, per aiutarti a diventare più selettivo nelle tue scelte, utilizza la tecnica proposta in questo breve filmato: per ogni attività chiediti se sei convinto di farla. Se la risposta che ti dai non è un sì chiaro ed evidente, allora consideralo un no. Estremo, ma funziona.

3. AGISCI: RIMUOVI GLI OSTACOLI PER RIDURRE AL MINIMO LO SFORZO. Una volta che hai capito quali attività mantenere nella tua vita, chiediti per ciascuna di esse: “Quali sono gli ostacoli che si frappongono fra me e la realizzazione di questo lavoro?” o “Che cosa m’impedisce di portare a termine questo progetto?”. In base alle risposte che ti darai riduci o rimuovi ciò che usualmente produce attrito nell’esecuzione, facilitane il più possibile lo svolgimento, senza accumulare soluzioni di ripiego.

Chiudo con una frase del libro di McKeown che ne sintetizza bene la proposta: “Solo se ci concediamo di smettere di voler fare tutto e dire di sì a tutti, possiamo dare il massimo contributo in ciò che conta di più”.  

 

 

10 strategie di riordino semplici ed efficaci per trasformare la tua casa

10 strategie di riordino semplici ed efficaci per trasformare la tua casa

Cominciare dal riordino della casa è sempre una buona idea: trasformare l’ambiente in cui viviamo ha riflessi profondi e immediati su di noi e sul nostro umore. Questa è la ragione per cui considero il tema del riordino tutt’altro che secondario.

Ho letto moltissimo sull’argomento e fatto diversi corsi, cercando le soluzioni più efficaci. Non ho mai adottato un solo metodo, mi piace sentirmi libera di prendere quello che trovo effettivamente utile.

In quest’ottica, ti propongo 10 strategie di riordino particolarmente efficaci e di una portata che va ben al di là della loro applicazione pratica, nonostante siano molto semplici:

● LO USO? MI DÀ GIOIA? LO RICOMPREREI? Queste tre domande sintetizzano più o meno tutto quello che c’è da chiedersi quando si fa un decluttering, per decidere che cosa tenere e che cosa buttare. Se rispondi affermativamente, l’oggetto è da conservare. Personalmente, uso moltissimo l’ultima, perché domandarmi se ricomprerei un oggetto mi consente di avere una migliore consapevolezza delle mie necessità e dei miei gusti attuali, che certamente non sono quelli di dieci anni fa.

● APPLICA LA REGOLA DEI DUE GESTI. Se per mettere una semplice sciarpa devi aprire l’armadio, tirare giù una scatola che sta davanti a quella delle sciarpe, aprire la scatola delle sciarpe, tirare fuori altre sei sciarpe che stanno sopra a quella che desideri indossare, perderai un sacco di tempo e ti stresserai per niente, oppure finirai per desistere e mettere sempre la solita.

Per lo stesso motivo, se diventa troppo faticoso riporre un oggetto lo lascerai in giro. Quindi è fondamentale che prendere una cosa o rimetterla a posto non ti costi più di due gesti (ad esempio: aprire un’anta + estrarre/riporre un capo).

Avere un accesso immediato agli oggetti che ci servono cambia la vita, va sempre tenuto a mente riordinando. Le soluzioni sono tantissime: togliere i coperchi alle scatole e piegare gli indumenti in verticale, usare i contenitori a cassettiera, appendere sciarpe e cinture, utilizzare in cucina piatti girevoli, ecc. (per l’armadio puoi trovare ispirazione in questo video della professional organizer Alejandra Costello; sul suo canale ne trovi per ogni zona della casa).

● OGNI COSA AL SUO POSTO, UN POSTO PER OGNI COSA. Banale, ma fondamentale. Ogni volta che utilizzi qualcosa, poi rimettila a posto in giornata. Se lo fai, mantenere l’ordine ti porterà via pochi minuti al giorno e non diventerà mai un impegno soverchiante.

Tutti gli oggetti di una categoria devono essere conservati nello stesso posto, in modo da poterli trovare facilmente e da renderne automatico il riordino. Quando assegni il posto a una categoria di oggetti, chiediti sempre se è il più comodo e il più funzionale per l’utilizzo che ne farai.

● BASATI SULLA CAPIENZA DEI MOBILI CHE HAI (E ANCHE MENO). Qual è il limite della roba che puoi tenere? La risposta è semplice: la capienza dei tuoi mobili meno un 20%. Questa percentuale varia da metodo a metodo e non rileva più di tanto. L’importante è il principio: ci dev’essere abbastanza spazio vuoto per poter aggiungere agevolmente qualcosa di nuovo, senza mettere in crisi l’intero sistema.

● USA LA VISTA PER RISPARMIARE LA MEMORIA. Utilizza il più possibile contenitori trasparenti. Vedere che cosa c’è nei contenitori ti faciliterà di molto la vita e ti risparmierà lo sforzo di ricordare. Basta un’etichetta colorata a renderli piacevoli.

● METTI IN USO LE COSE BELLE. Gli oggetti che usiamo quotidianamente influenzano la nostra giornata, quindi trattati al meglio, tira fuori e usa adesso le cose più belle che possiedi, senza rimandare a un’occasione speciale in un futuro indeterminato. Renderanno speciale il presente, perché le cose belle sono una fonte di appagamento.

● CREA UNA MEMORY BOX. Gli oggetti legati ai ricordi sono in assoluto i più difficili da lasciar andare, soprattutto se riguardano persone che non ci sono più (e infatti non bisogna mai cominciare un riordino da quelli). Tanti consigliano di fotografarli e poi gettarli, ma non è la stessa cosa. Una buona soluzione consiste nel creare un “posto”, di capienza limitata, anche per i ricordi: un contenitore dove raccogliere lettere, piccoli oggetti, vecchie foto. Sarà una sola scatola, ma molto speciale.

● LIMITA LE SCORTE. Tutto ciò che compriamo occupa spazio, scorte incluse. La casa non è un magazzino, lascia che le scorte siano stoccate nei supermercati, non in casa tua. A volte neanche ci ricordiamo di avere tre pacchi di dodici confezioni di fazzolettini e ne compriamo un quarto. Tieni una scorta minima dei prodotti che usi: una sola confezione, da reintegrare solo quando la inizi.

● CREA UN RACCOGLITORE “LAVORI IN CORSO”. Bollette da pagare, multe, fatture per la prossima dichiarazione dei redditi… tutti i documenti cartacei ancora da evadere vanno conservati in un unico posto, in un raccoglitore dedicato. Evita il rischio di perderli e rende più facile sbrigare quello che c’è da fare.

● LIMITA I CONTENITORI VUOTI. Hai gli armadi e armadietti pieni di scatole vuote, di trousse/bustine per cosmetici ancora nel cellophane, di sacchetti di ogni dimensione? Fare di armadi e cassetti dei contenitori di altri contenitori (vuoti!) è un incredibile spreco di spazio. Quanti sacchetti è il caso di conservare, tenendo conto che ogni settimana ne entrano in casa di nuovi? Stabilisci quanti te ne possono realmente servire e liberati di tutto il resto.

Ho già parlato in varie occasioni dei tre libri che ho trovato più significativi sul tema di quest’articolo. Te li riporto qui tutti insieme, per tua comodità:

L’arte della semplicità di Dominique Loreau (il mio preferito in assoluto)

Il magico potere del riordino di Marie Kondo (anche nella recentissima versione a fumetti, molto gradevole)

Dan-Sha-Ri. Riordina la tua vita di Hideko Yamashita

Buon riordino!

 

Tempo di decluttering! Come riordinare facilmente la tua casa per riordinare la tua vita

Tempo di decluttering! Come riordinare facilmente la tua casa per riordinare la tua vita

Possiedi una quantità di piccoli elettrodomestici che non usi mai? I tuoi cassetti sono così pieni che fatichi ad aprirli e non sai neanche più che cosa contengono? Il solo pensare a tutta la roba che è stipata nel tuo armadio ti dà un senso di oppressione?

Il luogo in cui viviamo non dev’essere un deposito, ma uno spazio capace di accoglierci e di farci sentire bene. Una casa “leggera” e pulita porta sollievo e regala energia.

Non basta riordinarla sommariamente, facendo sparire quello che c’è in giro in fondo all’armadio. Così, non si fa altro che spostare il problema, occultandone la vista ma conservandone il disagio, perché sappiamo bene di non aver risolto nulla. E non basta nemmeno riorganizzare la roba accumulata, comprando nuovi mobili per contenerla. Anche così, se non agiamo sulla quantità degli oggetti che possediamo, la casa tornerà a essere fuori controllo in breve tempo, non appena i nuovi mobili saranno pieni.

La strada per un reale riordino, che ci consenta di riappropriarci felicemente dei nostri spazi, è una sola: occorre ridurre il numero degli oggetti. Ma come decidere che cosa tenere e che cosa dare via?

È molto facile avere le idee chiare quando si tratta di cose che ci piacciono molto e che per una qualche ragione ci danno gioia: ci risulta ovvio che vadano tenute. È quasi altrettanto facile decidere il da farsi con le cose che detestiamo. Ma per tutto il resto, per tutto quello che non ci porta emozioni così “leggibili”, come si fa?

 

“NON SERVE, MA… FORSE UN GIORNO SERVIRÀ!”

 

Secondo Hideko Yamashita, autrice del libro Dan-Sha-Ri. Riordina la tua vita (più recente e meno noto del bestseller sul riordino di Marie Kondo, ma validissimo), il criterio da rispettare è semplicemente quello dell’“io-adesso”:

la relazione dev’essere fra te e l’oggetto, non fra l’oggetto e altri (come ad esempio avviene quando conservi qualcosa che non ti piace solo perché ti è stata regalata). Al centro della tua vita ci sei tu;

il tempo da considerare è il presente, l’oggetto deve avere un senso nella tua vita ora. Spesso invece le cose che conserviamo sono legate a un passato lontano, che non corrisponde più a quello che siamo diventati, o a un futuro incerto (“e se per caso un giorno ne avessi bisogno?”).

Gli oggetti sono fatti per essere usati, hanno ragione d’essere solo se sono in qualche modo utili, altrimenti fanno magazzino e non casa (è importante precisare che il concetto di utilità è da intendersi in senso lato: se guardare un soprammobile ci fa sentire bene, quel soprammobile è “utile”).

Utilità teorica e utilizzo effettivo non sono la stessa cosa. Il fatto che un oggetto abbia una funzione non ne fa automaticamente un oggetto utilizzato e, se non è utilizzato, puoi liberartene.

Dare via le cose ti sembra uno spreco, soprattutto se sono costate parecchi soldi? Se ci pensi bene, il vero spreco consiste nell’abbandonare ciò che non utilizzi in fondo a un armadio, rimuovendone l’esistenza, quando invece potrebbe essere impiegato da altri. Si spreca l’uso dell’oggetto e si spreca spazio, perché conservare non vuol dire usare.

 

CHE RELAZIONE HAI CON I TUOI OGGETTI?

 

La maggior parte degli oggetti contenuti in una casa non ha una relazione attiva con noi nel momento presente. Non ti sembra importante? Lo è, invece, perché il punto chiave per vivere bene nei nostri spazi è proprio la relazione che abbiamo con le cose che possediamo. Yamashita dice che vivere in una casa piena di oggetti che non hanno un senso per noi è come vivere circondati da sconosciuti.

Puoi cambiare la situazione e trasformare il tuo ambiente, cominciando subito a selezionare ciò che per te è importante conservare. Non tenere conto dell’ipotetica utilità di un oggetto, se, come abbiamo visto, è solo teorica. Se non lo usi, non ha senso tenerlo. Ricordati che il soggetto sei tu, colui che usa, non l’oggetto.

Tieni solo quello che utilizzi e che possibilmente utilizzi volentieri, che ti piace. Scegli con cura oggetti che ti siano amici.

Da dove cominciare? Meglio iniziare in piccolo, ma iniziare subito, partendo dal tempo che hai a disposizione. Hai 10 minuti? Fai un cassetto. Hai mezza giornata? Puoi affrontare qualcosa di più impegnativo, come un armadio. L’importante è scegliere un luogo che tu possa mettere a posto nel tempo stabilito, perché questo ti consentirà di provare il piacere del compito portato a termine.

Nell’articolo di martedì prossimo, ti fornirò dei consigli pratici per realizzare il tuo decluttering nel modo più semplice possibile.

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