10 abitudini intelligenti per coltivare la tua crescita personale

10 abitudini intelligenti per coltivare la tua crescita personale

Vuoi migliorarti costantemente, ampliare le tue competenze e potenziare il tuo cervello? Oggi ti parlo di dieci ottime abitudini che ti permetteranno di farlo:

● IMPARA PAROLE NUOVE

C’è un servizio gratuito molto carino per ampliare il tuo vocabolario: si chiama Una parola al giorno e ogni mattina ti invia una mail con una nuova parola da imparare. Come recita la pagina del progetto del sito: “Dalla qualità delle parole che conosciamo dipende la qualità dei pensieri che facciamo”.

● FAI UN CORSO ON LINE

L’offerta è pressoché infinita, ce n’è per tutti i gusti su qualunque tema. Cerchi corsi ben fatti, ma non troppo impegnativi? Fai un giro su Udemy: offre migliaia di corsi, anche in italiano, tutti strutturati in tante lezioni brevi, gestibili quindi anche se hai poco tempo.

Per orientarmi all’interno di una categoria che m’interessa, io di solito scelgo un corso tenendo presente la quantità di valutazioni positive che ha ricevuto e guardando i video di anteprima, così posso capire subito se l’insegnante mi piace o meno (ti conviene salvare quelli che ti interessano nei preferiti e aspettare le offerte speciali, che sono frequentissime, per l’acquisto).

Sei disposto a impegnarti un po’ di più? Se sai l’inglese e sei interessato a corsi di livello universitario, puoi partecipare alle lezioni delle più prestigiose università del mondo, grazie ai cosiddetti MOOC (Massive Open Online Courses), i corsi aperti su larga scala, messi gratuitamente a disposizione per l’apprendimento a distanza.

Sul motore di ricerca dedicato ai MOOC, Class Central, puoi esplorare tutta l’offerta e trovare sia l’elenco dei 10 corsi on line più popolari che partono a settembre, sia quello dei 50 corsi più apprezzati di sempre erogati da università del calibro di Yale, Stanford e Oxford.

● LEGGI PIÙ CHE PUOI

Leggi per crescere, leggi per migliorarti, leggi per imparare cose nuove. Leggere fa la differenza e, qualunque sia il tema che t’interessa, stai certo che qualcuno ne ha scritto. Se non apri più un libro da tempo, ricomincia con 5 pagine al giorno: in capo a un mese avrai già letto un libro da 150 pagine (e se sei costante 12 in un anno).

Non ti è possibile ritagliare un momento fisso da dedicare alla lettura la mattina o la sera? Porta sempre un libro con te e sfrutta i tempi di spostamento sui mezzi, i tempi d’attesa o la pausa pranzo.

Puoi sfruttarli anche grazie agli audiolibri, abbonandoti ad Audible, l’apposito servizio di Amazon (puoi provarlo per vedere come ti trovi senza spendere, perché il primo mese è gratuito).

Da due mesi è arrivata in Italia anche Storytel, la piattaforma europea di audiolibri nata in Svezia nel 2005. Funziona come Netflix e promette molto bene (anche qui c’è il mese di prova gratuito).

● GUARDA UN TED TALK 

Li conosci? Li consiglio spessissimo. Sono delle brevi conferenze sui più svariati argomenti, tenute da esperti, in genere molto bravi e spesso brillanti. Puoi vederli e anche scaricarli gratuitamente sul sito ted.com. Sono centinaia, durano più o meno 20 minuti e sono tutti sottotitolabili, proprio per facilitarne la diffusione.

Ti suggerisco di guardarli perché sono molto stimolanti. Se non sai da quale cominciare, in quest’articolo trovi l’elenco dei 10 TED Talks che mi hanno colpito di più.

● ASCOLTA UN PODCAST DI CRESCITA PERSONALE

Hai mai provato ad ascoltare o scaricare questi file audio a episodi? Negli Stati Uniti sono utilizzatissimi, ma stanno prendendo piede anche in Italia, quindi ormai c’è una bella scelta anche in italiano (già solo Marco Montemagno ha più di 300 episodi da ascoltare e consiglia sempre dei libri eccellenti, non solo di crescita personale in senso stretto).

I modi per ascoltarli sono tanti, come Spreaker se vuoi farlo su pc o iTunes Apple Podcast da smartphone. Una nota personale: essendo una persona visiva, se ho tempo di stare fissa davanti allo schermo preferisco sempre i video, ma trovo comunque i podcast comodissimi quando sono in movimento.

● IMPARA UNA NUOVA LINGUA

Anche in questo caso c’è modo di fare grandi progressi con un piccolo impegno giornaliero, grazie a DuolingoQuesto metodo è molto efficace perché basato su pillole quotidiane: massimo risultato con un minimo sforzo costante.

Puoi imparare l’inglese, il francese, il tedesco e lo spagnolo e decidere tu quanto tempo dedicare alla lezione, da un minimo di cinque a un massimo di venti minuti al giorno.

Fattibile, divertente e gratuito (appena puoi guarda anche i film o le serie tv in lingua originale con i sottotitoli: aiuta moltissimo).

● GIOCA

Naturalmente c’è gioco e gioco: scegline uno che stimoli la mente a trovare soluzioni. Non ti piace fare cruciverba, giocare a scacchi o a Sudoku? Puoi sfidare la tua mente con programmi di brain training come Lumosity: trovi giochi per allenare la memoria, l’attenzione, la flessibilità e molto altro.

● ANNOTA LE IDEE

La caratteristica delle idee è di arrivare non quando ne avremmo disperatamente bisogno, ma mentre stiamo facendo tutt’altro, tipo una passeggiata o la doccia. Ormai molti studi hanno parlato delle ragioni scientifiche di questo “fenomeno”, che sono più di una (guarda questo brevissimo video): quando siamo impegnati in attività che non richiedono concentrazione e impegno, il nostro cervello ha la libertà di fare nuove associazioni e di inventare.

Prendi l’abitudine di fissare le tue idee: non perderai una goccia della tua inventiva e scaricherai la mente dall’onere di ricordare (per sapere quale sia il modo più efficace per fissarle, leggi quest’articolo). E se ti arrivano proprio quando sei sotto la famosa doccia?

Qualcuno ci ha pensato e ha creato l’Aqua Notes, uno speciale blocco waterproof da appendere nella doccia, per non rischiare di perdere idee preziose nel tempo che ci metti a finire di lavarti e asciugarti.

● COLTIVA LA CURIOSITÀ

Vai in libreria e sfoglia libri di un argomento al quale non ti sei mai dedicato, sperimenta nuovi cibi, fai percorsi diversi per andare al lavoro, .… fai spesso qualcosa di diverso da ciò che fai abitualmente.

● CREA LA TUA ROUTINE MATTUTINA

Ultimo punto, ma fondamentale: quello che facciamo nella prima ora dopo il risveglio è determinante per trasformare la nostra vita, ne ho già scritto diverse volte.

La prima ora è lo spazio dove puoi dedicarti a mente fresca alla tua crescita personale, per costruire i miglioramenti che desideri. Trovi tutti i suggerimenti necessari per costruire la tua perfetta morning routine in quest’articolo.

10 libri di crescita personale che puoi leggere anche in vacanza

10 libri di crescita personale che puoi leggere anche in vacanza

È possibile dedicarsi alla crescita personale in estate, quando si ha solo voglia di staccare e riposarsi? La risposta è sì, a patto di scegliere i libri giusti, che ti permettano di approfittare delle vacanze per leggere, senza appesantirti.

In quest’articolo, l’ultimo prima della pausa estiva, ti propongo un elenco di 10 titoli validissimi, ma di lettura non impegnativa e quindi adatta alla stagione. Li ritengo tutti utili per la crescita personale, anche se non sono tutti strettamente di crescita personale (di alcuni ho già parlato in qualche articolo, non a caso):

● L’arte di passare all’azione: Lezioni di psicologia giapponese per smettere di rimandaredi Greg Krech. Libro gentile e molto efficace, aiuta a sconfiggere la procrastinazione con un approccio non “muscolare”, semplice e facilmente applicabile. Si legge senza sforzo e mantiene quello che promette. 

● Dritto al sodo. Come scegliere ciò che conta e vivere felici di Greg McKeown. Il noto concetto del “meno è meglio” applicato alla gestione del tempo: occorre imparare a distinguere le poche cose indispensabili dalle molte trascurabili e agire in conseguenza, visto che non è possibile arrivare a fare tutto. 

● Un piccolo passo può cambiarti la vita – Il metodo Kaizen applicato alla realtà di tutti i giorni di Robert Maurer. Questo piccolo volume di facile lettura spiega in modo chiaro e dettagliato come sia possibile cambiare in meglio (e senza sforzo) la propria vita, grazie a un costante miglioramento per piccoli passi quotidiani. Il concetto è: poco, ma tutti i giorni.

● Qui e ora. Strategie quotidiane di mindfulness di Ronald D. Siegel. Libro veramente fantastico per cominciare a praticare la mindfulness e vivere meglio. Se vuoi leggere un solo libro su questo tema, scegli questo. È chiarissimo, di approccio molto concreto e facilmente applicabile.

● La regola dei 5 secondi di Mel Robbins. Ho dedicato un intero articolo alla “regola” spiegata in questo libro, perché è uno strumento semplice e efficace per darsi la spinta necessaria a creare nuove e migliori abitudini. La regola dei 5 secondi è frutto di una felice intuizione dell’autrice ed è stata poi convalidata da approfondite ricerche. Funziona davvero.

● 50 segreti della scienza della persuasione di Noah J. Goldstein, Steve J. Martin e Robert B. Cialdini. Dai massimi esperti nell’ambito della persuasione (Cialdini in testa), un manuale ricco di suggerimenti e tecniche facili da applicare in ambito personale e professionale. Utilissimo, perché tutti ci troviamo quotidianamente a dover convincere qualcuno di qualcosa, in ufficio e a casa. 

● Una cosa sola. L’unico metodo per fissare le priorità e ottenere risultati eccezionali di Gary Keller. Certamente uno dei miei libri di crescita personale preferiti. Anche qui si sottolinea che il nostro tempo e le nostre risorse sono limitate, pertanto diventa fondamentale concentrarsi su ciò che conta. Citando l’autore: “in ogni caso, fare la cosa più importante è sempre la cosa più importante”.

● Fatti il letto. Piccole cose che cambiano la tua vita… e forse il mondo di William Harry McRaven. Nel 2014 l’ammiraglio McRaven fece un discorso motivazionale ai laureandi dell’università del Texas che generò milioni di visualizzazioni e, successivamente, questo piccolo libro diventato un bestseller. Il concetto di base è semplicissimo: portare a termine una cosa, anche se piccola come può essere rifarsi il letto, è una vittoria sull’inazione e una spinta positiva verso il risultato che vogliamo raggiungere. Sul valore delle piccole vittorie quotidiane.

● Rituali quotidiani. Da Tolstoj a Miró, da Beethoven a Darwin, da Fellini a Marina Abramovic, da Proust a Murakami…  di Mason Currey. L’autore ha ricostruito i rituali quotidiani di ben 151 geni creativi, in altrettanti brevi ritratti molto piacevoli. Nell’infinita e meravigliosa varietà di ciò che emerge la costante è una sola: l’importanza di avere un rituale, un insieme consolidato e calibrato di piccole scelte personali che ci consentono di sfruttare al meglio le nostre risorse. Prima di tutte, il tempo.

L’arte della semplicità di Dominique Loreau. Ho citato e consigliato questo libro innumerevoli volte, perché, pur non essendo affatto un libro di crescita personale, ha effetti sorprendenti sul cambiamento. Oltre al principio cardine del “meno è meglio” (meno oggetti, meno abiti, meno tutto) l’autrice introduce l’idea che quel “meno” debba apportare qualità e bellezza alla nostra vita. La sua visione della semplicità è sensuale e accessibile. E molto attraente. 

Buona lettura!

 

 

 

Voglio cambiare! L’incredibile potere della not-to-do list

Voglio cambiare! L’incredibile potere della not-to-do list

Hai mai scritto una not-to-do list? È semplicemente una lista delle cose da non fare, che non vuoi più fare: sono quelle che in misura maggiore o minore ti danneggiano e ti sottraggono inutilmente tempo ed energia. Ha moltissimi sostenitori fra gli esperti di produttività perché “quello che non fai determina quello che fai” (Tim Ferriss).

La not-to-do list può risparmiarti una quantità di inutili e spesso dannose decisioni quotidiane. Perché? Semplicemente perché NON puoi fare quello che c’è scritto nella lista, o non puoi farlo oltre un determinato limite (anche questo specificato nella lista). Non devi quindi valutare ogni volta pro e contro o se sia il caso di fare un’eccezione: non puoi farlo e basta.

 

COME SCRIVERE UNA PERFETTA NOT-TO-DO LIST

 

Che cosa mettere nella tua lista? Ecco qualche suggerimento utile:

●  tutto ciò che costituisce una distrazione a scapito della tua produttività (controllare le email continuamente, ad esempio)

●  tutte quelle attività che svolgi tu, ma che potresti tranquillamente delegare

●  le cattive abitudini che vuoi eliminare

●  qualunque cosa che non è necessario fare perché di utilità scarsa o nulla

●  tutte le cose a cui vorresti dire di no, ma poi non ci riesci facilmente perché rifiutare ti fa sentire in colpa

Prenditi un po’ di tempo in tranquillità ed esamina retrospettivamente gli ultimi giorni, dedicando particolare attenzione soprattutto alle attività, ai comportamenti e alle richieste ricorrenti.

Che impatto hanno nell’economia della tua giornata e sul tuo umore? Ti distraggono e ti fanno perdere tempo, generando ritardo? Ti producono emozioni negative, fastidio, sensi di colpa? Ti portano scarsi risultati rispetto al tempo che richiedono?

Dedica qualche minuto a ogni elemento ricorrente, per identificare quelli che vuoi eliminare (o, nel caso sia possibile, delegare): saranno quelli da scrivere nella tua not-to-do-list, che potrai aggiornare periodicamente, in base alle tue esigenze.

Una not-to-do list ben fatta ti aiuta a focalizzarti meglio sulle tue priorità. Ogni mattina, quando pianifichi la giornata, oltre a stabilire quello che vuoi portare a termine, rileggi anche la tua not-to-do list: ti ricorderà che cosa non devi fare quel giorno.

Ogni giorno, pensa solo ad attenerti ai divieti della tua lista per quel giorno. Non per un mese, un anno o chissà quanto: ogni giorno soltanto per quel giorno.

NOT-TO-DO LIST E… CIOTOLE DI POPCORN

 

Personalmente, trovo che la not-to-do list sia uno strumento formidabile, se combinato con coerenti modifiche pratiche della situazione, la cosiddetta ottimizzazione dell’ambiente, uno dei punti chiave del bellissimo libro Switch – Come cambiare quando cambiare è difficile di Chip e Dan Heath.

Per spiegare meglio che cosa intendo, ti riporto un esperimento molto interessante raccontato nel libro, che è stato condotto dal professor Brian Wansink, direttore del Food and Brand Lab alla Cornell University, e raccontato nel bestseller degli Heath: in una sala cinematografica di Chicago furono dati in omaggio agli spettatori una bibita e una ciotola di popcorn, senza dire loro che stavano partecipando a uno studio sui comportamenti alimentari.

Il popcorn in questione era intenzionalmente pessimo, vecchio di cinque giorni. Una parte degli spettatori lo ricevette in una ciotola di medie dimensioni, l’altra parte in una più grande, ma comunque entrambe le ciotole erano così grandi che nessuno riuscì a finire la sua porzione.

La domanda alla quale i ricercatori cercavano di dare risposta era: “Chi ha a disposizione una riserva non esauribile large di popcorn ne mangerà di più, rispetto a chi può contare su una riserva non esauribile formato medium?”.

I risultati furono piuttosto sorprendenti: chi aveva ricevuto le ciotole grandi aveva mangiato il 53% in più rispetto a chi aveva una scodella media. Stiamo parlando dell’equivalente di circa 21 manciate di popcorn in più.

A seguito di questo primo studio, ne sono stati fatti altri in luoghi diversi, modificando alcuni dettagli, ma sempre con gli stessi esiti: le persone che mangiavano di più non lo facevano perché il popcorn era particolarmente buono (non lo era affatto), o perché spinte dal desiderio di finire la porzione (non la finivano comunque). Mangiavano di più semplicemente perché la ciotola era più grande.

Come sottolineano gli Heath “siamo portati a trasformare un cambiamento semplice (rimpicciolire le ciotole) in un cambiamento difficile (convincere le persone a pensare diversamente). E questa è la prima sorpresa del cambiamento: spesso, quello che sembra un problema delle persone è in realtà un problema della situazione”.

Possiamo utilizzare quest’evidenza a nostro vantaggio: cominciamo a modificare la situazione, a ottimizzare l’ambiente rendendoci più facili i comportamenti che vogliamo adottare e più difficili quelli indesiderati, in coerenza con la nostra not-to-do list.

Ad esempio, una voce della tua not-to-do list è non guardare ogni cinque minuti le email (torno spesso su questo, perché è un killer della produttività per la maggior parte delle persone), ma solo a intervalli stabiliti ? Disattiva le notifiche sul pc e metti in pausa la casella di posta con sistemi tipo Boomerang.

Per ogni voce della tua not-to-do-list, chiediti se ci sono delle modifiche pratiche che puoi apportare all’ambiente per aiutarti a disincentivarla.

Rimarrai sorpreso dagli esiti.

 

Come trasformare la tua vita con la regola dei 5 secondi

Come trasformare la tua vita con la regola dei 5 secondi

Desideri cambiare lavoro, ma rimandi sempre il momento di aggiornare il curriculum? Vorresti prendere la parola in riunione, ma ti fai prendere da mille incertezze e alla fine rinunci e stai zitto? Ti dici sempre “da domani mi sveglio presto, così ho tempo per fare le mie cose con calma”, ma il mattino dopo ti alzi all’ultimo momento?

Ogni giorno finiamo col mandare all’aria i nostri buoni propositi, accampando scuse con noi stessi per non agire o non parlare. C’è sempre qualcosa che rinunciamo a fare perché ci costa sforzo o perché ci facciamo prendere da timori e dubbi.

Rimandiamo, anche se sappiamo che agire sarebbe importante per noi e che ci farebbe solo bene. Giorno dopo giorno, procrastinare diventa un’abitudine con pesanti ripercussioni sulla nostra vita e sul nostro livello di soddisfazione sia personale sia professionale.

Perché facciamo così? Semplicemente perché innescare una reazione diversa dal solito richiede alla nostra mente una quantità di energia superiore a quella che serve per mantenere una reazione che invece ci è abituale.

Il nostro cervello è portato a scegliere la strada più facile, e avviare un cambiamento non è certo la strada più facile: richiede una spinta iniziale, una vera e propria “energia di attivazione”.

Come darsi questa spinta, necessaria per creare nuove e migliori abitudini? Per riuscirci c’è uno strumento semplicissimo e veramente efficace: la regola dei 5 secondi.

 

IL POTERE DI 5 FATIDICI SECONDI

 

La regola dei 5 secondi è frutto di una felice intuizione di Mel Robbins (autrice dell’omonimo bestseller appena tradotto in italiano) ed è stata poi convalidata da approfondite ricerche. Funziona davvero.

In che cosa consiste? In un banalissimo conto alla rovescia: ogni volta che decidi di fare qualcosa, conta mentalmente “5-4-3-2-1” e, arrivato all’1, agisci subito.

Conto alla rovescia e poi azione immediata, tutto qui.

Qualche spiegazione è d’obbligo, perché sembra davvero impossibile che sia sufficiente questo per sconfiggere l’abitudine a procrastinare: esiste una finestra di pochi secondi prima che la mente si metta a raccontare storie e a inondarti di scuse, timori e dubbi per neutralizzare la tua intenzione di agire.  

Cinque secondi bastano a scatenare un meccanismo che blocca l’azione, perché, come scrive la Robbins, l’esitazione “invia un segnale di stress al cervello, sventola una bandierina rossa che indica un problema e scatena una reazione difensiva. […] Il conto alla rovescia è l’equivalente mentale del cambiare marcia, perché interrompe il normale flusso dei pensieri e consente di riprendere il controllo; ti distrae dalle scuse e ti indirizza in una nuova direzione. L’azione ha un immediato effetto fisiologico, al quale la mente subito si adegua”.

Perché non si conta in avanti? Perché si sarebbe tentati di proseguire e non ci sarebbe l’effetto “countdown”, che già di per sé spinge all’azione.

La regola, applicata quotidianamente, ci trasforma piano piano in persone orientate all’azione e ci consente di creare giorno dopo giorno nuove abitudini.  

 

QUANDO USARE LA REGOLA DEI 5 SECONDI

 

Quando puoi applicare la regola? In tutte quelle situazioni in cui vuoi agire e in passato ti sei sempre ritrovato a evitare o rimandare. Eccoti qualche suggerimento:

●  alzarti prima la mattina

●  ammettere un errore e scusarti

●  aggiornare il curriculum o il profilo Linkedin

●  fare una telefonata “rognosa”, ma necessaria

●  uscire dall’ufficio a una determinata ora

●  chiedere un aumento

●  presentarti a una persona che desideri conoscere

●  fare un intervento in riunione

●  riordinare il tuo armadio

●  chiedere chiarimenti

●  fare movimento

●  cambiare abitudini alimentari

●  ritagliarti del tempo per te

●  pubblicare un tuo testo

●  ballare in pubblico

●  dire di no

●  iscriverti a un corso che ti interessa

●  fare l’archivio dei tuoi documenti

Da dove cominciare? Domattina punta la sveglia mezz’ora prima del solito e quando suona, conta da 5 a 1 e poi alzati subito dal letto.

Questo cambiamento ti darà già una grande sensazione di controllo sulla tua giornata e ti porterà subito dei benefici.

Se desideri sapere quali, leggi l’articolo sul potere della prima ora dopo il risveglio.

 

Come smettere di reagire d’impulso e riprendere il controllo

Come smettere di reagire d’impulso e riprendere il controllo

Ti capita mai di sentirti come una pallina da ping pong che si muove di qua e di là a seconda di dove la mandano i colpi? Spesso ti sembra che siano le urgenze altrui a controllare la tua giornata?

Ci sentiamo così quando, più che ad agire, passiamo il nostro tempo a reagire, cercando affannosamente di rispondere a tutte le richieste che ci vengono poste dagli altri (tramite email, riunioni, telefonate, interruzioni). Il corso del nostro quotidiano viene continuamente deviato dai “colpi” esterni, come, appunto, se fossimo palline da ping pong.

Così, va a finire che perdiamo di vista le nostre priorità e che non riusciamo a fare quello che avevamo programmato di fare. In questo senso, le nostre giornate a volte sembrano una lunga e stressante sequenza di reazioni, più che un insieme di azioni scelte e volute da noi.

Come interrompere tutto questo, riprendere il controllo e smettere di reagire?

La risposta è semplicissima: fermati.

 

I 4 PASSAGGI DI UN PERFETTO STOP

 

Sapersi fermare è fondamentale per riuscire a passare da una modalità reattiva a una modalità consapevole e recuperare una sensazione di controllo. Timothy Gallwey, il grande precursore del coaching, non a caso ha scritto molto sull’importanza dell’imparare a fermarsi, definendo così i quattro passaggi per riuscirci:

1) STEP BACK (Fai un passo indietro)

2) THINK (Pensa)

3) ORGANIZE YOUR THOUGHTS (Organizza i tuoi pensieri)

4) PROCEED (Procedi)

Vediamoli in dettaglio:


1. STEP BACK (fai un passo indietro). Metti una certa distanza tra te e la situazione
, anche solo per pochi secondi. Se puoi, mettila anche in senso letterale, allontanandoti un attimo (o, se sei al telefono, mettendo in attesa il tuo interlocutore). Fai un passo indietro rispetto all’azione che stai compiendo, alle emozioni che provi, ai pensieri puramente reattivi che stai avendo.

Quando fai un passo indietro, di fatto smetti di reagire e recuperi equilibrio e prospettiva. A seconda dell’importanza della situazione l’allontanamento può essere brevissimo e tattico, o più lungo e strategico, ma anche una pausa breve è sufficiente per consentire al cervello di uscire dalla modalità puramente reattiva.  

Un esercizio utile può essere questo: durante una conversazione importante, che ti genera stress, allenati a fare una pausa di due o tre secondi prima di rispondere e nota le differenze che riscontri nei tuoi interlocutori.

2. THINK (pensa). L’aver fatto un passo indietro ti permette di pensare, e questo è quello che Gallwey chiama lo “spazio del pensiero”, lo spazio mentale in cui puoi rifugiarti per risolvere i problemi e per acquisire consapevolezza. Se ti aiuta, immagina di osservare la situazione dall’alto, da un prospettiva più ampia, e poniti delle domande precise. Ad esempio, potrebbe esserti utile chiederti:

  • Che cosa sta succedendo veramente? Che cosa mi sta stressando in questa situazione?
  • Che cosa voglio ottenere? Quali sono gli ostacoli?
  • Le mie azioni sono allineate alle mie priorità?
  • Che alternative ho?


3. ORGANIZE YOUR THOUGHTS (organizza i tuoi pensieri).
Ora che ti sei chiarito le idee, è necessario portare ordine nei pensieri che sono emersi, per poter agire nel modo migliore. Dopo aver risposto alle domande puntuali che ti sei fatto nello “spazio di pensiero”, chiediti come puoi trasformare le risposte che ti sei dato in azioni ragionate.

4. PROCEED (procedi). Hai guadagnato lucidità ed elaborato un pensiero consapevole, senza farti trascinare dagli eventi, quindi ora sei finalmente pronto ad agire in modo non reattivo (o anche a non agire, se hai valutato che questa sia la scelta migliore).

Fermarsi ha molti vantaggi: può esserti utile per riprendere il controllo della situazione che sentivi di aver perso, per ristabilire il contatto con le tue priorità, per elaborare più lucidamente strategie efficaci, per proteggerti e allentare semplicemente un momento di stress, o anche solo per riposare un po’.

Se possibile, decidi quando fermarti. Ad esempio, puoi farlo:

●  prima di ogni colloquio o riunione importante, per fissarti il risultato che desideri ottenere (in modo da non perderlo poi di vista) e per comunicare meglio e conseguentemente;

●  dopo un colloquio o una riunione importante, per valutare come sono andate le cose e stabilire le azioni successive;

●  all’inizio e alla fine di ogni giornata: la mattina per pianificare le tue priorità e lavorare più consapevolmente, la sera per fare un piccolo e veloce bilancio di come sono andate le cose e di come possono eventualmente essere migliorate;

●  tutte le volte in cui senti di aver perso il controllo e che stai reagendo d’impulso;

●  tutte le volte in cui, banalmente, hai bisogno di un break, perché per stanchezza stai perdendo dei colpi; quando sei in pausa, però, non parlare di lavoro, altrimenti non avrai modo di scaricare il cervello. Le pause sono essenziali per essere realmente produttivi (quando si è stanchi è più facile commettere errori).

Soprattutto, introduci gradualmente i tuoi stop, per abituarti piano piano a considerarli parte essenziale della tua giornata.

 

Come sfruttare l’incredibile potere delle piccole vittorie quotidiane

Come sfruttare l’incredibile potere delle piccole vittorie quotidiane

Nel 2014 l’ammiraglio William Harry McRaven fece un discorso motivazionale ai laureandi dell’università del Texas che generò milioni di visualizzazioni e poi il bestseller Fatti il letto. Piccole cose che cambieranno la tua vita… e forse il mondo.

Perché è importante farsi il letto? McRaven lo spiega così (se t’interessa vedere il video del discorso, ecco il link del passaggio più significativo sottotitolato in italiano):

Se la mattina vi fate il letto, avrete portato a termine il primo compito della giornata. Questo vi darà una piccola sensazione di orgoglio e vi incoraggerà a concludere un altro compito, e poi un altro e un altro ancora. Alla fine della giornata quel piccolo gesto portato a termine sarà diventato una serie di compiti portati a termine. Il solo rifarsi il letto rinforza la consapevolezza che anche le piccole cose nella vita sono importanti. Se non sapete fare bene le piccole cose, non ne farete mai di grandi”.

È così importante rifarsi il letto? Letto o non letto, a essere importante è il concetto, cioè il valore delle piccole vittorie quotidiane: portare a termine una cosa, anche se piccola come può essere rifarsi il letto, è comunque una vittoria sull’inazione e una spinta positiva verso il risultato che vogliamo raggiungere.

Le piccole vittorie regalano motivazione perché ci fanno sentire che abbiamo concluso qualcosa: se alla fine di una giornata ci sentiamo soddisfatti, è probabilmente perché abbiamo ottenuto qualche risultato, per quanto piccolo.

Sono le piccole vittorie quotidiane che, sommate, producono grandi cambiamenti. Giorno dopo giorno, avremo più fiducia nelle nostre possibilità e otterremo dei risultati che si faranno sempre più significativi. 

Se spezzettiamo i nostri obiettivi in piccoli passi e ci focalizziamo sulle piccole vittorie che possiamo ottenere dalle nostre azioni oggi, anche gli obiettivi più grandi diventeranno gestibili e riusciremo a portarli a termine.

Questo vale anche e soprattutto se l’obiettivo è la creazione di una buona abitudine, ambito nel quale le piccole vittorie quotidiane sono essenziali.

 

COME SFRUTTARE LE PICCOLE VITTORIE PER CREARE LE ABITUDINI CHE DESIDERI

 

Vuoi finalmente metterti a mangiare sano? Vuoi fare sport regolarmente? Vuoi fare della lettura un’abitudine e leggere 50 libri all’anno?

Lo psicologo comportamentale Brian J Fogg, fondatore dello Stanford Persuasive Technology Lab, ha elaborato un riuscitissimo metodo, che sfrutta proprio la comprovata efficacia delle piccole vittorie combinandola al potente traino costituito da automatismi già esistenti (il cosiddetto metodo delle Tiny Habits).

In sostanza, dobbiamo svolgere un’azione minima della nuova abitudine che desideriamo acquisire, associandola a una nostra abitudine già in essere (questo “ancoraggio” è la chiave di volta del processo, è questo che consentirà di non dover fare affidamento sulla forza di volontà, che sappiamo non essere costante). Ecco i semplicissimi passaggi da compiere:

●  individua una piccola azione della nuova abitudine che vuoi instaurare;

●  scrivila connettendola a un’abitudine già esistente, con questa formula:

“Dopo [ABITUDINE ESISTENTE], farò [PICCOLA AZIONE DEL NUOVO COMPORTAMENTO]”

Ad esempio: se vuoi fare attività fisica, potrebbe essere: “Dopo essermi lavato i denti, farò due flessioni”, oppure, se vuoi fare della lettura un’abitudine, potresti scrivere “dopo essere entrato nel letto la sera, leggerò due pagine del mio libro”. Trova l’ancoraggio che ti è più utile, vale a dire lo spazio che, all’interno della tua giornata, meglio si adatta all’abitudine che vuoi instaurare (e non avere timore di cambiarlo in corso d’opera, fino a che non trovi quello che funziona meglio per te);

●  svolgi la tua piccola nuova azione tutti i giorni, subito dopo l’azione abituale che hai fissato come ancoraggio. Man mano che l’abitudine si sarà formata potrai gradualmente aumentarla (più esercizi, più pagine lette, ecc.); 

● subito dopo aver svolto la tua piccola azione, festeggia la tua piccola vittoria, anche semplicemente dicendoti ad alta voce “ottimo lavoro!”. Può sembrarti stupido, ma è provato che aiuta in modo significativo la formazione dell’abitudine.

Se parli inglese, a questo link trovi qualche suggerimento dello stesso Fogg su quest’ultimo aspetto, molto spesso sottovalutato.

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