La frase “non preoccuparti” è una delle più inefficaci che esistano. Non si smette di preoccuparsi solo perché ci viene detto, anche se con le migliori intenzioni.

Quante volte le preoccupazioni ci invadono la testa persino quando siamo in ferie, in linea teorica belli tranquilli a non fare niente su una sedia a sdraio? O la notte, quando non riusciamo a riaddormentarci e i pensieri sembrano diventare soverchianti?

Di strategie per smettere di preoccuparsi ne esistono tante. Te ne presento tre che ritengo molto efficaci, sperando che ti tornino utili:

 

● IL “WORRY TIME”: si tratta di un vero e proprio appuntamento con le tue preoccupazioni. Fissalo ogni giorno per almeno due settimane: 10 minuti due volte al giorno, possibilmente sempre negli stessi orari (c’è chi lo fa una sola volta al giorno per 15-20 minuti, ma se farlo due volte ti fa sentire più a tuo agio scegli la prima opzione). Puoi fissarlo quando vuoi, ma è sconsigliata per ovvie ragioni l’ora di andare a letto.

Quando durante il giorno ti assale una preoccupazione, non devi fare altro che prenderne nota e posporla al tuo prossimo worry time, sarà uno dei temi all’ordine del giorno (volendo, c’è anche un’app per farlo: ReachOut WorryTime).

E durante il worry time cosa si fa? Ci si preoccupa selvaggiamente e senza ritegno! Non deve venire in mente neanche l’ombra di una soluzione o una cosa positiva. Ci si deve impegnare a preoccuparsi, esagerando il più possibile, rendendo le preoccupazioni quasi surreali. Finiti i 10 minuti, basta, fino al worry time successivo.

L’esercizio è molto potente: porta a liberare il resto del tempo dalle preoccupazioni e dà un forte senso di controllo.  

 

● 5 AZIONI x 5 MINUTI:  questo sistema è illustrato dallo scrittore e coach Steve Chandler nel bestseller 100 regole per motivare te stesso: come riconoscere le tue potenzialità e diventare finalmente la persona che potresti essere  e consiste nel trasformare la preoccupazione in azione.

Fai una lista di cinque cose che ti angosciano e per ciascuna rispondi alla domanda “che cosa posso fare, ora, per questo?”.

Poi occupati per 5 minuti di ciascun problema, facendo qualcosa, qualsiasi cosa purché inerente. Il fatto che l’impegno all’azione duri in totale solo 25 minuti non lo rende soverchiante e ci consente di affrontarlo senza paralizzarci. E alla fine le cinque cose che ci preoccupavano così tanto non hanno più lo stesso potere.

Scrive Chandler: “Se qualcosa ti preoccupa, fai sempre qualcosa per occupartene. Non deve per forza essere qualcosa di risolutivo, può anche essere una piccolezza, ma avrà un grandissimo effetto positivo su di te. Devi agire nei confronti di tutto quello che ti preoccupa. Non aver paura dell’azione; puoi fare una cosa modesta e poco impegnativa, ma falla. Ogni azione anche minima che compi scaccia via le tue paure”.

Ricordati di partire sempre dalla domanda: che cosa posso fare ora per questo problema?

 

● 10 MINUTI DI MINDFULNESS: ho già parlato diffusamente della mindfulness. Ci ritorno perché, pur essendo molto di più, come strategia contro le preoccupazioni funziona a meraviglia. Pre-occuparsi vuol dire occuparsi prima, occuparsi prima del tempo di ciò che accadrà nel futuro. La mindfulness insegna a essere nel “qui e ora”, a vivere nel momento presente. Ti rimando all’articolo che ho dedicato alla mindfulness per qualche spunto utile di pratica quotidiana, alla portata anche di chi non l’ha mai fatto. Bastano pochi minuti al giorno.

 

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