In una lettera contenuta nella splendida raccolta Lettere dall’Africa, la scrittrice Karen Blixen dice del suo grande amore Denys Finch Hatton (interpretato da Robert Redford nel famosissimo film biografico a lei dedicato, La mia Africa): 

“E poi volare si addice molto a Denys. Mi è sempre sembrato che avesse in sé qualcosa della natura dell’aria. […] Ma chi partecipa di questa natura è anche un po’ senza cuore e quello che chiamiamo cuore appartiene certo alla terra, dove le cose crescono e fioriscono; un giardino e un campo di grano possono averne moltissimo di cuore.”

Oltre a fornirmi la ragione per cui amo tanto i giardini, in questo passaggio Karen Blixen tratteggia, in modo seducente, quello che oggi probabilmente si definirebbe un narcisista. Denys Finch Hatton, prima di precipitare col suo aereo a 44 anni e di unirsi in questo modo alla schiera degli amati immortali, era uno che andava e veniva a suo piacimento (ed era molto più “senza cuore” di quanto non emerga dalla sua versione cinematografica).

Nel suo illuminante libro I narcisisti perversi e le unioni impossibili, lo psicologo e psicoterapeuta Enrico Maria Secci delinea benissimo il comportamento tipico del narcisista: “Chiami e non risponde. Non richiama o richiama quando vuole […] Dimostra insensibilità, gelo e sincero disappunto alla minima richiesta di impegnarsi in un rapporto. […] È capace di slanci travolgenti, ma esattamente il tempo di fare l’amore o giù di lì. Poi, di nuovo, comunicazioni criptiche, incostanti e confusive si mescolano a silenzi sempre più aridi.”

Ai narcisisti in amore e a chi li ama “troppo” (per rifarsi alla definizione del bestseller della Norwood sul tema della dipendenza affettiva), il cinema ha dedicato dei veri capolavori.

Estremi? Forse, ma certamente utili per rendersi consapevoli della distruttività di certi legami.

 

10 CAPOLAVORI CINEMATOGRAFICI SULLA DIPENDENZA AFFETTIVA

 

Ecco un elenco dei 10 migliori film su questo tema (purtroppo non di tutti si trovano clip o trailer in italiano, ma sono stati tutti pubblicati in DVD):

● La signora della porta accanto. Del grandissimo regista François Truffaut, questo film non è soltanto un capolavoro del genere, è un capolavoro in assoluto. La scena in cui Fanny Ardant sviene nel parcheggio, dopo il bacio che la ricattura alla dipendenza affettiva, fa venire i brividi.

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● L’angelo azzurro. Meraviglioso film di Joseph von Sternberg, è la storia di un anziano professore di ginnasio che perde la testa per una cantante di varietà. Poi, per lei, perderà anche tutto il resto, dignità compresa. Con una giovane Marlene Dietrich, prima che Hollywood le scolpisse gli zigomi.

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● Il danno. Tratto dal famosissimo, omonimo romanzo di Josephine Hart, questo film del regista Louis Malle è stato molto criticato. Io l’ho adorato, anche perché la scena finale esprime una presa di consapevolezza raramente espressa in modo così esplicito: l’oggetto di questi amori non è affatto una creatura speciale. Come nel caso del titolo precedente, anche qui ad amare troppo è un uomo, interpretato in modo straordinario da Jeremy Irons. 

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● Follia. Tratto dall’omonimo bestseller di Patrick McGrath, è una storia così intensa da turbare. L’attrice Natasha Richardson rende in modo quasi insostenibile il progressivo smarrimento della protagonista, persa in una crescente ossessione erotica per un paziente psichiatrico del manicomio dove lavora suo marito. Questa passione la porterà alla follia.

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● Ballando con uno sconosciuto. Basato sulla storia vera dell’ultima donna giustiziata in Inghilterra, prima dell’abolizione della pena di morte, perché colpevole di aver ucciso il suo giovane e sfuggente amante. Del regista inglese Mike Newell, con Rupert Everett.

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● Wilde. Racconta la storia, anche questa vera, dell’amore di Oscar Wilde per il bellissimo Alfred Douglas, che distrusse la vita dello scrittore: a causa delle accuse del padre di lui, Wilde finì sotto processo per “oscena indecenza” e fu condannato a due anni di lavori forzati. Uscito dal carcere, non si risollevò più. Jude Law è un Douglas odiosamente credibile.

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● Ultimo tango a Parigi. Questo film è molto di più dello scandalo che ne ha accompagnato l’uscita e ne ha deviato il corso. Senza tempo e di fascino intatto in tutte le scene in cui c’è Marlon Brando, ancora oggi, benché probabilmente non scandalizzi più nessuno, ha un impatto fortissimo.

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● Il servo. Londra, anni ’60. Un aristocratico inglese assume un maggiordomo e poi accoglie in casa quella che costui spaccia per sua sorella. Le conseguenze saranno rovinose per l’equilibrio della sua vita. Diretto da Joseph Losey e sceneggiato da Harold Pinter.

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● Adele H. – Una storia d’amore. Altro film di Truffaut, un regista che l’amore, anche malato, l’ha indagato come pochi. È la storia vera della figlia dello scrittore Victor Hugo che fuggì per seguire un ufficiale inglese, oggetto della sua passione, e che in questa ossessione si dissolse. Per amor di precisione va detto che, pur essendo considerato il film per eccellenza sulla dipendenza affettiva, il suo protagonista maschile più che un narcisista è uno che proprio non ne vuole sapere. Estremo, dolorosissimo.

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● Brivido caldo. Fra le molte versioni del soggetto lei-e-lui-che-uccidono-il-marito-di-lei-ricco-e-odioso, questa del regista Lawrence Kasdan è la più connessa con il nostro tema. Lei è Kathleen Turner e lui è William Hurt. Insieme, sono una delle coppie eroticamente più credibili della storia del cinema. E ad amare troppo è lui, che fino all’ultimo non vuole cogliere i segnali di una fine annunciata.

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Buona visione!

 


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