Nel luglio 2004 più di 1.200 cadetti della celebre accademia militare di West Point furono sottoposti a un test molto particolare, la cosiddetta Grit Scale.  

C’era un problema da risolvere: nonostante il durissimo processo di selezione (1.200 ammessi su 14.000 domande e quasi tutti ottimi atleti) il 20% dei cadetti regolarmente non arrivava al diploma. A mollare erano anche i candidati più promettenti, quelli che avevano ottenuto punteggi altissimi nei vari test attitudinali. La questione è che non si riusciva a prevederlo in alcun modo e non si capiva come mai gente che aveva affrontato un processo di selezione di due anni si ritirasse dopo poche settimane. 

La Grit Scale misura una cosa veramente intangibile e tuttavia riconoscibile: la grinta, quella combinazione di passione e perseveranza che hanno le persone che non si arrendono. A West Point si rivelò lo strumento predittivo più efficace per individuare chi ce l’avrebbe fatta e chi no. La cosa sorprendente è che i risultati non mostrarono alcuna correlazione con le doti attitudinali dei candidati.    

Questo test è stato messo a punto dalla psicologa Angela Duckworth, che ha scritto il bestseller Grinta – Il potere della passione e della perseveranza (un milione di copie vendute, non a caso) e che a questa particolare qualità umana ha dedicato studi approfonditissimi.

Secondo la Duckworth siamo così immersi nel mito del talento da non renderci conto di quanto la grinta sia determinante. Vogliamo credere che la riuscita dipenda da una predisposizione innata che sembra manifestarsi come per magia, ma non è mai così: l’attitudine da sola non garantisce nulla.

La buona notizia però è che la grinta può essere coltivata, possiamo diventare certamente più grintosi. Come si fa a favorire questo processo? E, soprattutto, se la grinta è una combinazione di passione e determinazione, che cosa occorre fare quando ci sembra addirittura di non avere passioni, ma solo attrazioni passeggere?

Secondo la Duckworth le risorse fondamentali da mettere in campo sono quattro: interesse, pratica, scopo e speranza. Tutte possono essere alimentate, perché “si può imparare come scoprire, sviluppare e approfondire un interesse, si può acquisire l’abitudine della disciplina, così com’è possibile coltivare il senso di una meta nella vita e imparare a nutrire la speranza. In sostanza, è possibile sviluppare la grinta a partire dal proprio interno”. 

 

COME COLTIVARE LA GRINTA

 

Vediamo meglio queste quattro risorse, con una particolare attenzione alla prima, sulla quale molto spesso ci areniamo in partenza perché ci sembra che c’interessi tutto e niente: 

 

● INTERESSE. Gli interessi si scoprono attraverso le interazioni con il mondo esterno. Occorre sperimentare, altrimenti è impossibile capire quali potranno durare e trasformarsi in un’autentica passione. Intervistando le persone che avevano dimostrato con la loro carriera una dedizione e una passione fuori dal comune, la Duckworth non ha trovato storie di folgorazioni improvvise e di destini riconosciuti a prima vista, ma storie di scoperta per indizi progressivi, di esplorazioni, di tentativi. Chiediti che cosa ti piace fare e poi prova, sperimenta. Comincia da ciò di cui sei più sicuro, non aver paura in questa fase di tirare a indovinare, basta che la cosa ti sembri promettente. Dopo la scoperta iniziale viene lo sviluppo, una fase più lunga e più coinvolta: i nuovi interessi devono essere ripetutamente stimolati. È difficile sapere se una cosa corrisponderà alle tue inclinazioni se non la provi per un po’, quindi ripeti, non accontentarti di sperimentare una sola volta.

● PRATICA. Una volta trovato ciò che ti appassiona, occorre esercitarsi con costanza, impegnandosi a migliorare (“alcuni accumulano vent’anni di esperienza, altri un solo anno per vent’anni di seguito”). Esercitati ponendoti obiettivi graduali, concentrandoti senza distrazioni sulla correzione dei tuoi errori per poter migliorare progressivamente. Soprattutto non giudicarti, perché tutti, anche i maggiori esperti, sono stati dei principianti.

● SCOPO: una passione che dura dipende dall’avere sia un interesse autentico sia uno scopo. Il potere di uno scopo più alto è immenso, dà un senso diverso alle azioni, dà valore al tempo speso, consente di superare la fatica. Chiediti che cosa ti motiva, che cosa è importante per te. Domandati se c’è qualcuno la cui vita ti ispira a essere una persona migliore e perché.

SPERANZA: quando si parla di grinta si parla di uno specifico tipo di speranza che ha a che fare con la volontà di rialzarsi, di non arrendersi. Nutri la speranza di riuscire a cambiare le cose in meglio. Coltiva una mentalità di crescita e pratica un buon dialogo con te stesso: invece di dirti “non ci riesco”, impara a dirti “ancora non ci riesco”.

Puoi trovare una versione da 10 domande della Grit Scale e calcolare quanta grinta hai sul libro (in italiano) e sul sito della stessa Duckworth (in inglese). 

 

 

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