Amo le piante di un amore intenso, a volte corrisposto. Ho un piccolo balcone in cui tengo una quantità davvero esagerata di fiori (ma non solo, ci sono anche pomodori e lamponi).

Si trasformano e crescono sotto i miei occhi, ogni giorno, attraverso micro-cambiamenti quasi impercettibili: la natura procede per piccoli mutamenti, piccoli ma inesorabili. Centimetro dopo centimetro, giorno dopo giorno.

Il principio del cambiamento graduale può essere analogamente applicato con successo ai nostri obiettivi e alla nostra crescita personale: piccole azioni quotidiane, piccoli passi fatti ogni giorno con costanza, che, sommati, possono portarci lontano, fino al raggiungimento di quello che vogliamo raggiungere.

Tuttavia, di questi piccoli passi spesso il più difficile da fare è proprio il primo. Ne conosciamo fin troppo bene i motivi: ci sentiamo sopraffatti dal compito, abbiamo un qualche timore nascosto, o non sappiamo da che parte cominciare. Oppure tendiamo a procrastinare semplicemente perché ci risulta più facile e più piacevole, pur sapendo che, anche se l’aver rimandato al momento non sembra così grave, col tempo lo diventerà.

 

QUANTO SI TRATTA DI PASSARE ALL’AZIONE COME TI COMPORTI?

 

Nella prefazione del libro L’arte di passare all’azione: Lezioni di psicologia giapponese per smettere di rimandare l’autore Gregg Krech racconta che secondo le scritture zen ci sono quattro tipi di cavallo. Il primo, il migliore, è quello che obbedisce alla volontà del cavaliere ancora prima di vedere l’ombra della frusta. Il secondo tipo ha bisogno di vederla per reagire, mentre il terzo si mette a correre non appena avverte il dolore della frustata sulla pelle. Infine, il quarto tipo si muove solo dopo aver preso molti colpi, quando il dolore gli è penetrato fin nelle ossa. “Quando si tratta di passare all’azione che tipo di cavallo sei?”.

Il dolore di cui si parla è il prezzo che paghiamo a causa dell’inazione e la risposta alla domanda è quasi sempre multipla: a seconda delle situazioni, ci è più o meno facile passare all’azione. In sostanza siamo tutti e quattro i cavalli, ma tutti possiamo migliorare, perché è raro essere immuni alla procrastinazione, soprattutto se quello che si deve affrontare è un compito complesso e in sé poco piacevole.

Prendiamo delle decisioni, anche importanti, ma decidere non è agire. “Da lunedì lo faccio!”, quante volte te lo sei detto? Puoi prendere mille decisioni, rimanendotene seduto senza fare rigorosamente niente. Puoi prendere la decisione opposta e ancora non sarà successo niente che cambi realmente la tua vita.

Decidere di fare qualcosa regala già delle buone sensazioni e per certi aspetti è già un progresso, ma senza l’azione non è nulla. Sei ancora nell’ambito del pensiero.

 

COME COMINCIARE: L’IMPORTANZA DI UNA PICCOLA AZIONE

 

L’importante è fare il primo passo. Un’azione, anche molto piccola, ci mette in movimento, ci dà lo slancio per compiere quelle successive, come spiega molto bene Krech: “Spesso non ci accorgiamo di quanto invece i piccoli passi siano fondamentali. Sottintendono un movimento. Passiamo dal non fare una cosa al farla, seppure in misura esigua. Per dirla con le leggi della fisica, si verifica una transizione da un corpo fermo a uno in movimento.  […] Ci vuole poco per creare lo slancio. Una flessione, un piatto lavato, una foto inserita nell’album, il capoverso scritto per un futuro romanzo. Avete fatto molta strada? No. Avete un certo slancio? Sì. E una volta che ce l’avete (che siete in movimento), è più probabile che (almeno per un po’) restiate in questa condizione”.

E quindi? E quindi scegli l’attività che vuoi svolgere (o che devi svolgere) e comincia con una piccolissima prima azione, che non duri più di un minuto e che tu possa fare subito.

Hai una pila di carta, documenti da archiviare, buste non aperte? Ogni volta che ci passi davanti provi fastidio, ma non hai mai voglia di affrontarla? Lavoraci subito per un minuto, aprendo solo le buste, il giorno dopo esamina e sistema solo i primi due documenti in cima, il giorno dopo altri ancora. E così via, fino a che della pila non sarà rimasto più nulla.

Vuoi fare della meditazione una pratica quotidiana? Comincia con una micro-versione dell’abitudine che vuoi acquisire: oggi medita per un minuto, domani fallo per un altro minuto, poi piano piano aumenta. Vuoi leggere di più? Vale lo stesso discorso.

Spesso, quello che succederà è che dopo il primo minuto di attività, continuerai spontaneamente per altri cinque. O dieci. O trenta. Tutto quello che devi fare è iniziare da qualcosa di semplicissimo, che comunque ti metta in azione.

I piccoli passi non ci fanno sentire sopraffatti, riescono ad aggirare la paura di cambiare, rendono sostenibile lo sforzo (soprattutto quello iniziale).

Sono vittorie quotidiane sull’inazione e, sommati, giorno dopo giorno producono grandi cambiamenti.

 

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